A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da
Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di
Dario Barbone.
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Quelli di Aardman (Wallace & Gromit, Galline in fuga, Giù per il tubo…), non si smentiscono mai e anche questa volta hanno davvero fatto un gran bel lavoro con la serie eco “Animals save the planet”.
Il clip che mi fa tenere la panza in mano resta sempre quello della mucca volante.
Leggo stamattina su Google news: “Valeria Marini: “Basta con i realty, in tv più contenuti”
Bei tempi quelli di Pensieromolle…
Stamattina sono passato al supermercato e, proprio di fianco al banco frigo dei latticini, c’era uno scaffale pieno di frase pronte e preconfezionate, solo da far saltar in padella.
Una di queste era: “Il tempo è l’unica cosa che non abbiamo più.”
Stava in compagnia di “Non si riesce ad arrivare alla fine del mese” e “Si faccia, ma non nel mio giardino”.
Giusto sotto a “Non si può più uscire di casa senza aver paura”.
Wittgenstein celebra il decimo anniversario della morte di Frank Sinatra ricordando, giustamente, solo gli aspetti davvero memorabili della sua incredibile storia.
Sono l’unico a considerare paradossale l’istituzione di un Ministero per la Semplificazione?
E’ un’istituzione che ricorda l’esaltazione burocratica e zelante dei funzionari di Brazil o dei Vogon.
Prevedo tra l’altro, dovesse mai attivarsi veramente, innumerevoli conflitti di competenza con altri ministeri.
Tutto molto dilettantistico.
Fermo restando che considero pregevoli alcune cose fatte a suo tempo da PaulTheWineGuy (e spero che tiri fuori dal cilindro presto altre chicche degne della sua bravura), io credo che gli spunti critici di questo suo post possano anche essere buoni (e in parte anche pongano dei giusti interrogativi, da eviscerare, ampliare, certo), ma se non so chi li scrive davvero, e dove si posiziona il suo autore nel contesto e nel vissuto reale, il loro valore si dimezza, se non si annulla.
Le parole sono importanti, ma è importante soprattutto chi le dice, e dove. Così come è importante sapere a chi si risponde.
PaulTheWineGuy usa una posizione troppo privilegiata, quella dell’anonimato, per fare analisi critiche sull’operato altrui.
E purtroppo lo sta facendo ormai con una certa frequenza.
Sandro Bondi Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi Ministro dei
Beni Culturali, Sandro Bondi Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi
Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi Ministro dei Beni Culturali,
Sandro Bondi Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi Ministro dei
Beni Culturali, Sandro Bondi Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi
Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi Ministro dei Beni Culturali.
Glom.
(via Phonk)
Spulciando tra vecchi hard disk ho ritrovato queste bozze semilavorate di reclame per PensieroMolle, poi mai pubblicate. Eravamo senza dubbio audaci nel copywriting…
E ora non mi sembrano neppure così nonsense come nel 2002, quando io e Gab le abbiamo pensate.


Mal sopporto l’abitudine che si è creata di organizzare feste di compleanno dei bambini presso luoghi come McDonald’s, Spizzico e compagnia bella.
In primo luogo sono luoghi sciatti e spesso sporchi e dove il gioco è subordinato all’acquisto di una quota pasto.
I bambini poi tendono a indentificare l’evento festoso con il luogo e non con il contesto d’amicizia e di condivisione con i propri compagni.
Vogliamo la vita semplice, noi genitori, e perciò compriamo quote di pizza in cambio di quote di regalo, e noleggiamo alla multinazionale di turno spazi totalmente estranei alla nostra vita familiare, per non riordinare o fare qualche panino al latte imbottito. O rischiare che si rompa un pezzo della collezione Thun. O rischiare che altre mamme vedano in che casa viviamo.
Certo, a meno che tu non abbia villozzo con giardno. A quel punto sarebbe un peccato non sfoggiarlo.
E così noleggiamo anche il buon senso… e prende forma, quasi naturalmente, il fenomeno della lista compleanno.
Si fa la festa e si va al centro commerciale. Il bambino sceglie un regalo, di norma una game console (Psp, Wii, Ps3…), e poi si determinano le quote.
Una classe d’asilo, una ventina di bambini, un paio di feste al mese… Pizza, quota, playstation.
Meglio non sollevare questioni, fai la figura del pitocco o di quello che non vuol fare divertire i bambini. O peggio.
Comunque dello stronzo.
Ma tutto questo ci va un sacco bene.
PS. A onor del vero e per correttezza di cronaca tutto lo sbattimento su feste e festicciole dei bimbi se lo suca Carolina. Ma io non resto insensibile, anche perchè mi salvo solo per motivi di orario lavorativo.
Soggetto, disegni, titoli di coda…
Veramente ben fatto.
Zoudov.