A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Sono Matteo, in cosa posso esserle utile?

Donna in un call center

Generalmente pendo dalle labbra di quelli di 37Signals, tra i massimi guru dell’usabilità e padri di alcune delle killer applications sul web, però non posso esimermi dal commentare questo:

There are plenty of suggestions out there for providing great customer support, but there’s not much that I’ve seen on how to get great customer support.

Che fai? Sfotti?
Hai mai provato a parlare con qualche Centro Assistenza italiano? Ti passa la voglia di scrivere questi vademecum per il bravo cliente.

Magari scrivine un paio per il bravo dirigente che non lascia a casa l’addetto del call center dopo uno o due mesi (di modo che il poveretto abbia qualche remora in più a mandarti a quel paese), e vedi che un minimo di fiducia siamo anche disposti a darla.

Parafrasando Massimo d’Azeglio, qui prima di fare “gli italiani dei Call Center” bisogna fare “i Call Center Italiani”!

I marziani a Torino

E chi ha orecchie per intendere, sa bene che ultimamente al Museo del Cinema ne succedono di cose…
…che nemmeno i marziani di questa mostra temporanea

Ultime dall’Europa…

Il Milan è in recessione…

Auto Blogger

AutoBlogger helps the blogger to save the day!!!

Sexy aperitivo?

Sexy aperitivo con bouffet? Senza vergogna…
Il titolare del bar sotto l’ufficio in cui lavoro ha esposto questo splendido cartello con la seguente scritta:
“Bar Olimpia: Sexy aperitivo con bouffet - € 3,00″
Vada ancora per il “bouffet”, che non voglio sapere cosa sia, ma il piccolo pene stilizzato a fianco del sexy???
Fenomeni!!!

Omissis

Juliette Lewis in concerto La rubrica di musica sul “Venerdì” di Repubblica è uno dei miei appuntamenti cult della settimana. Questo perchè raramente mi ha tradito in quanto a consigli per acquisti o regali musicali.
Grazie a questa stringata paginetta ho avuto modo di conoscere e apprezzare i Da Lata, Ilya, Kosheen, Fernanda Porto, Nouvelle Vague e una serie di altri artisti più o meno semisconosciuti che ora occupano un posto fisso nella mia playlist quotidiana.
Questa settimana compare una micro-recensione positiva (tre “quadrozzi” su tre disponibili, il massimo) del gruppo “Juliette & the licks”, compagine che suona un grintoso rock pseudo punkeggiante e che si affida quasi completamenteagli exploits della sua irrefrenabile front-woman. Mi ha fatto impressione, e ancora mi chiedo se sia stata una cosa voluta, che si sia taciuta l’identità di questa scatenata ragazza. Fatto sta che Juliette altri non è che Juliette Lewis, l’eterna ribelle dei film violenti e perduti (Natural Born Killers, Kalifornia per citarne solo due). Pare infatti che per Juliette il cinema sia solo un hobby, un incidente di percorso, e che la sua vera passione sia frequentare i palchetti dei locali off.

“In 2003 Juliette Lewis formed Juliette & the Licks with the determination to revolutionize the state of commercial rock-n-roll through the use of pure unadulterated chemical free raw energy” (dal sito ufficiale)

Comunque sia. Sembra che dal vivo Juliette sia una forza della natura e che da sola valga il prezzo del biglietto. Inoltre l’album non è niente male. Da ascoltare, in attesa del tour.

Non passa lo straniero

Oggi come 87 anni fa, il Piave mormora

Truman Show

Musica per camaleontiDa qualche mese a questa parte ho sviluppato un’insana passione per gli scritti di Truman Capote. Amo il suo stile lieve e al contempo incisivo, la prosa delicata ma sapientemente costruita, la consapevolezza - che traspare da ogni singola riga di inchiostro - dell’abile plasmatore di storie, racconti, risvolti di vita.
Dopo aver concluso “Musica per camaleonti” mi sto crogiolando nella lettura di “Il duca nel suo dominio”, un racconto-intervista con Marlon Brando, pubblicato inizialmente sul New Yorker. Il duca nel suo dominio
Mentre le pagine si susseguono si fa strada nella mia mente un dubbio. Perchè l’arte di Capote nel raccogliere e trasmettere limpidamente frammenti di vita (esemplare in questo l’intervista a Marilyn Monroe contenuta in “Musica per Camaleonti”) non si è tramandata nei decenni fino a diventare la tipologia primaria di intervista?
Ad esempio, leggo sempre con estremo piacere Sabelli Fioretti (gradivo il suo Cortigiano, Gradisco il suo Terzo Grado su Sette e Corriere Magazine), mi compiaccio del suo stile asciutto e vagamente ironico. Mi chiedo però perchè non azzardi di tanto in tanto qualcosa in più di quel semplice schema di domanda-risposta che fa tanto “supermarket dell’intervista” e che alla fine non fa altro che togliere peso al suo lavoro di instancabile minatore dell’animo vip.

In premio una bambolina a…

Gli altogrillanti …a chi indovina perchè Giosuè li chiama “Altogrillanti”!
Non è difficile, a ben vedere.
Carolina ha fatto il collegamento dopo pochi minuti di comprensibile sconcerto.

Una riscoperta

Giovedì ho comprato uno di quei lettori portatili di mp3. Una cosa semplice, da mezzo gigabyte di memoria. Non un un iPod comunque, vista la mia patologica e acritica avversione verso tutto ciò che assomigli vagamente a una mela.
Ebbene.
Sembrerà strano, ma ho riscoperto la mia bicicletta.
Pedalare per le strade e le poche piste ciclabili di Vercelli è diventata un’esperienza emozionante.
Gli alberi dei viali mi vengono incontro e passano sopra la testa mentre le dita di Nyman scorrono i tasti del pianoforte Gli alberi dei viali mi vengono incontro e passano sopra la testa come le
dita di Nyman scorrono i tasti del pianoforte
, affronto coraggioso gli incroci con il benestare di Robert Plant, scopro quel particolare delizioso balconcino fiorito - nascosto e abbarbicato in cima a un orripilante palazzo in semiperiferia - insieme a Mark Knopfler e a Romeo e Giulietta…
Un po’ come Moretti e il suo “viaggio sentimentale” dai Parioli alla spiaggia di Ostia con la colonna sonora di Keith Jarrett?
Forse… Sicuramente più ecologico e meno pretenzioso.