A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Serata benefica

Alcune informazioni sul karaoke benefico organizzato al Modo Hotel di Vercelli dall’Associazione Musica Solidarietà.
I fondi raccolti saranno devoluti in parte anche a 12dicembre per consentire le cure del piccolo Surabsan, 11 anni, focomelico.
L’appuntamento è per le ore 20.30 di Venerdì 1° luglio. Sarà servita una cena e la quota di partecipazione è di 30 Euro.
Chiunque fosse interessato a partecipare alla serata è pregato di contattare la segreteria dell’associazione.

Fillmore Jazz Festival

Segnalazione praticamente solo per Dario:

Apre a San Francisco il Fillmore Jazz Festival

La mela in bocca

Mettetemi una mela in bocca e cospargetemi di maionese, senape e spezie varie. Servite subito.

Il purchèt è bell’e cotto. Torino 36° C, amici!

E voi? Come siete messi? 

 

Nuovi socials

Ecco gli ultimi: Upcoming.org, 43places

Ah, se ve lo state chiedendo… Sì, il mio progetto è mooolto più fico…

PS. Lorenz, scusami, non ti ho mai detto qual era il primo progetto… troppo disordine mentale. Questo lo condivido subito volentieri. 

 

Progetto

Ho un’idea. Roba forte (see come no…emoticon)

Se sei un abile programmatore di interfacce (o anche no) contattami che ne parliamo.

PS. Pollo, è un’altra idea… Ancora un’altra idea… Che vulcano, quest’uomo… 

 

Lo spavento

Passare una notte praticamente in bianco, sperando che tuo figlio non si svegli in preda a nausea e vomito.
Giosuè ha battuto la testa. Forte.
Subito tanto ghiaccio, mentre piange. Buon segno che pianga, dicono, ma intanto rifiuta il seno. O per meglio dire, appena si attacca comincia a tossire come dovesse vomitare.
Arriva la guardia medica e Giosuè vomita. Il medico dice che a suo parere sta bene, anche perchè non ha mai perso conoscenza.
Io e Carolina invece ci fidiamo poco, infatti il pupo sgancia altri due conati.
Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso il più vicino ospedale. Siamo a Gressoney, dovremo andare a Ivrea. Nel tragitto Giosuè si addormenta. Noi non sappiamo se sia cosa buona o meno quindi lo svegliamo a intervalli regolari.
L’ospedale di Ivrea ha un bellissimo reparto di pediatria, molto colorato, con una stanza giochi ampia e ben attrezzata. Il dottore praticamente non visita Giosuè, dice che è praticamente inutile, anche perchè il bimbo è troppo agitato. Bisogna aspettare, tenerlo in osservazione almeno per la notte. E farlo dormire, possibilmente.
Le stanzette sono pulite e condizionate, anche se l’agitazione continua a farci sudare. Giosuè si addormenta.
La notte passa lenta, scandita dai momenti in cui Giosuè si agita cercando il seno di Carolina. Verso mattina Giosuè apre gli occhi e dice: "Brutto passeggino! Giosuè caduto passeggino! In piedi, no!".
Ci rilassiamo, è sempre lui.

Ora è mattina, Giosuè gioca tranquillo. Sta bene. Noi siamo semidistrutti, stanchi e un po’ puzzolenti di vomito. Praticamente non è successo nulla, ma per noi è come se Giosuè fosse rinato.  

Criminalità etnica

Ascolto distrattamente il TG2, mentre apparecchio la tavola per un pranzo veloce. A un tratto, durante un servizio sull’aumento della microcriminalità a Milano, capto un’inquietante frase che suona più o meno così: "Il tavolo congiunto presieduto dal sindaco Albertini tra forze dell’ordine e enti locali (comune e provincia) avrà il compito di identificare e monitorare le etnie maggiormente coinvolte nelle vicende criminose" (il virgolettato è mio e non indica una citazione letterale) .

Mi rendo conto che non potendo riportare testualmente la frase tutto si riconduce a ciò che ho "voluto" sentire. Rimane il fatto che la parola "etnia" sia stata usata accanto a "criminalità". L’ha fatto il sindaco Albertini? L’ha fatto la giornalista del TG2? Non so… Ne riconosco però la pericolosità, come dire, in nuce.

BOTD

Ho appena installato il plugin BlogsOfTheDay; vediamo se sto affare funziona…

Ora d’aria

Lo scrivo senza particolare enfasi.
Sono un po’ stanco.

Villaggio vacanze

Leggo sul Corriere della Sera che il sindaco di uno sperduto villaggio siberiano ha proposto di riaprire i vari Gulag della zona, attivi nel periodo stalinista e fortunatamente dismessi dopo la relazione di Krusciov. La ragione? Trasformarli in parchi a tema, dove i turisti si trasformano per una o due settimane in Zek, detenuti, sottoposti alle più dure condizioni di vita. Zanzare d’estate, freddo siberiano d’inverno. Se tentano di scappare possono venire fucilati, per finta ovviamente.
I simpatici animatori offrono intrattenimenti a base di lavoro in miniera o cantieri per la costruzione di dighe o strade, a temperature che variano dai 40° ai -50°. Fortunatamente se sputando per terra il liquido si solidifica prima di toccare il suolo (cosa che di norma avviene per temperature inferiori ai 50°) si può lavorare al chiuso.
Muoio dalla voglia di sapere quali tour operator occidentali promuoveranno questa proposta…