A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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LO VOGLIO!

Non ci sono parole. Solo un video: il giocattolo più fico del mondo

Visto su Pandemia 

Gadget, Flying+machine

La nuda verità

A Vienna, fino al 22 agosto, il Leopold Museum ospita la mostra temporanea "The Naked Truth".

Particolarità:  chi si presenta nudo o seminudo alla biglietteria entra gratis.

Alcune foto, per voi guardoni, qui.

Bella mossa di marketing inconsueto.

Scorza di limone

Questa sera, dopo aver assistito alla prima del progetto 48 ore, al Roxie cinema, vado a mangiare in compagnia di amici alla creperie Ti Couz. Un pezzo di bretagna, non c’e’ che dire; alla fine chiedo un espresso e mi arriva con una piccola scorza di limone (o lemon zest, traduzione inglese di scorza, in uso anche da noi in ambito gourmet). Ognuno di noi ha una teoria sul cioccolatino che di solito riceve in Italia, lo mangio prima, dopo, durante, lo sciolgo dentro oppure me lo porto a casa e li accumulo per poi buttarli: ecco, adesso mi chiedo, cosa ci faccio con una scorza di limone? Chiedo…..e mi viene risposto che e’ un’abitudine Italiana e che nemmeno loro sanno come si gusti correttamente, mi sono perso qualcosa?

PhotoAcute

Il mio collega Stecchino mi segnala questa interessante applicazione che trasforma (almeno così promette) la fotocamera 640×480 di un cellulare in una con risoluzione 1280×960.

Usa un algoritmo sviluppato da scienziati russi e finora applicato nel data processing in fisica nucleare (mi sa vagamente di abile supercazzola).

Tant’è. Io ho un Sony Ericsson T630, quindi sono tagliato fuori da eventuali test. Se qualcuno ha un cellulare compatibile mi dia notizie su questo software infernale. Grazie 

Link: http://www.photoacute.com/

The truth will always be

paro.jpgNon so a voi, ma a me spesso accade di associare luoghi, esperienze, episodi della mia vita a particolari suoni, odori, colori, immagini.

Sento un profumo di Cacharel e ritorno con l’anima a Cambridge, 1986, davanti a Pizza Hut. Mi passa di fronte una francesina che parla inglese ma con tutti gli accenti sbagliati (somebody lo pronuncia "sambodì" per intenderci) e che mi invita alla caffetteria del YMCA.

Ma non era questo che volevo dire…

Sto ascoltando un pezzo di Pat Metheny, ora, mentre torno a casa in treno. Si intitola "The truth will always be".

E sono con Paro, in cima a un monte sopra ad Alassio. Non ricordo l’anno. Abbiamo camminato tanto, e abbiamo faticato un po’. Io di più di sicuro. Il suo passo è più solido e montanaro.

Alla fine abbiamo raggiunto a piedi la Madonna della Guardia. Ora ci siamo seduti su un pezzo di prato e il Paro ha estratto il suo lettore cd portatile. Lo guardo con ammirata invidia. Ce ne sono ancora pochi in giro. Il Paro sfoggia sempre l’ultimo ritrovato tecnologico disponibile.

Siamo sudatissimi e c’è una leggera brezza che ci asciuga gli abiti addosso. Fa fresco. Il Paro sceglie un CD, Secret Story, e seleziona il brano. Attacca due coppie di auricolari e ci mettiamo in silenzioso ascolto.

Dal colle della Madonna della Guardia si domina la baia di Alassio e la piana di Albenga. Un aeroplano si leva in volo dal campo di aviazione di Villanova, vira verso di noi. Un Canadair. Ci passa quasi sopra. Vola verso il mare.

Sono pochi minuti di quiete. Poi l’assolo di chitarra synth. Il brano si spegne e noi ci svegliamo da un sonno ipnotico. Paro dice "bella vista eh?" e poi ritira tutto. Ci alziamo e ci prepariamo a rientrare.

Arriva il controllore. "Biglietti, prego!". Ciao Paro.

Song: The truth will always be

Mettetevi d’accordo

"Parti del rivestimento, che serve per proteggere lo shuttle dal calore durante la fase di rientro nell’atmosfera, si sono staccati in passato senza arrecare danni alle missioni.

Ansa: http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/topnews/news/2005-07-27_865125.html

"Allo stato non è possibile dire se ci sono stati danni. Nel febbraio del 2003
un analogo incidente causò la distruzione del Columbia e la morte di 7 astronauti "

Repubblica: http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/scienza_e_tecnologia/shuttlerit/shuttrisch/shuttrisch.html

La crociata dei bambini

Product Image: Mattatoio n.5
My rating: 5 out of 5

Ho appena finito di leggere Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut. Non so perchè ma avevo sempre creduto che Vonnegut fosse il nome di un austero e severo filosofo tedesco, uno di quelli capaci di inchiodarti per tre ore su dotte disquisizioni imperniate sull’origine del concetto di "essere".
Con quel nome sarebbe stato un ottimo filosofo, non c’è dubbio.
Me lo sono invece ritrovato come romanziere. Semiserio, per giunta.

Mattatoio n.5 è un libro bellissimo. Un libro sulla guerra, sull’ineluttabilità delle cose e delle vicende umane. Un libro Umano. E divertente.

Carolina mi ha detto che "Mattatoio n.5" era il libro vietato nella scuola di Footloose. Non si poteva leggere.
Non so invece per quale strana ragione non sia uno di quei libri consigliati nei programmi scolastici.
Un libro "contro la guerra"? Sì, no, non so. Sicuramente un libro ironicamente determinista, quasi calvinista, in cui si legge qualcosa del tipo: "Scrivere contro la guerra è un po’ come scrivere contro i ghiacciai. Non si possono fermare i ghiacciai, non si possono fermare le guerre. E se anche si potessero fermare, resterebbe la pura e semplice morte."

 

Bisogna comprendere la vera natura del Tempo e tutto acquista un senso.

Eppure tra le righe leggi tante altre emozioni e sono emozioni forti. Non ricordo altri testo così densi di sottintesi e contemporaneamente così scorrevoli, semplici, diretti.

 

 

Leggendolo si (ri)scoprono molte verità, o comunque molte fantasie verosimili. E in ultima istanza finalmente si sa come finirà l’universo.

Anche gli abitanti di Tralfamadore lo sanno.

Così va la vita.

 

Apple

Penso che la Apple abbia in qualche modo contagiato chiunque, anche chi ha un PC ma proprio non riesce a farsene una ragione. 7 STEPS to turn a PC into a MAC

La maglia della salute

Dario, per vie traverse, mi segnala questo luogo virtuale dove è possibile presentare al pubblico degli internauti le proprie creazioni di moda e design. Disegnare una t-shirt probabilmente è facile, farlo in maniera originale è molto più difficile. Eppure spulciando un po’ si trovano delle cose proprio carine.

Link: http://www.threadless.com/ 

Alla fermata dei treni

 

C’è un piccolo cancello a fianco della stazione dei treni di Vercelli.
Questo cancello dà direttamente sui binari. Sul binario tronco "Lato Milano", per l’esattezza.
Ogni tanto un pendolare in ritardo tenta il colpo, cercando di aprire la porticina in ferro battuto e sfruttare l’apertura come scorciatoia.

 

O la va’ o la spacca! 

Mi sono sempre chiesto a cosa servisse in realtà quel cancello.
L’altro giorno l’ho scoperto.
Serve ai bambini per guardare i treni che passano.

I bambini adorano i treni. I bambini adorano quel cancello.

A qualsiasi ora del giorno avvicinarsi a quel cancello significa incontrare un bambino o una bambina, accompagnati immancabilmente da un papà, una mamma o un nonno. A piedi o in bicicletta.

Da due a cinque anni di età, varie estrazioni sociali, razze, culture. Uno spettacolo antropologico di prim’ordine. "Papà, arriva il treno?", "Quanto manca?", "Mamma, saluta anche tu!!!", "Luuungo il treenooo!"

Bambini adoranti e genitori rassegnatamente e amorevolmente supini.

Ah, il treno. Il treno è sempre il treno.