Misure antiterrorismo
Non so a voi ma a me il pacchetto Pisanu sembra un delirio:
- Interrogatori senza avvocati difensori
- Controllo e-mail
- Polizia privata
Sicuramente mi perdo qualcosa.
Non so a voi ma a me il pacchetto Pisanu sembra un delirio:
- Interrogatori senza avvocati difensori
- Controllo e-mail
- Polizia privata
Sicuramente mi perdo qualcosa.
Scrivo per non dimenticare.
Oggi a Deejay Chiama Italia qualcuno, non ricordo chi esattamente, ha detto una cagata pazzesca:
"I vietcong hanno imparato la tecnica di combattimento dai giapponesi e più precisamente dal generale Giap!"
BUM!
Ora con calma sto ripensando se me la sono sognata o l’hanno detta veramente.
Più stilosa e meno avvilente la cagata pazzesca segnalata da CentralScrutinizer
Mi piace la spiaggia. Mi è sempre piaciuta.
Da bambino scendevo presto ai bagni Lido, verso le 8.30, solo per rendermi conto che gli altri bimbi erano ancora a casa a dormire o a fare colazione. Allora mi piazzavo regolarmente dietro la mia sedia a sdraio e cominciavo a fare qualche costruzione di sabbia. Passava il tempo, gli amici lentamente arrivavano in spiaggia, ma ormai io ero schiavo del mio delirio architettonico e in esso mi perdevo fino a pranzo, solitario.
Con Carolina invece, prima della nascita di Giosuè, si andava in una spiaggia libera di Laigueglia, ogni anno più piccola e più affollata. Partivamo da Alassio su una vespa scassata, sopravvissuta miracolosamente all’alluvione della piana di Albenga e comprata da mio padre per poche lire. Uscivamo di casa sempre tardi. Il sole ci avrebbe polverizzato, se fossimo usciti prima. La nostra vita di spiaggia cominciava alle 18.00 e proseguiva fino alle 21.30. Arrivavamo quando la gente sloggiava.
La sabbia intiepidiva, una brezza leggera arrivava dal mare.
Tiravo fuori le mie clave, tre splendide Henry’s Circus Pirouette, e cominciavo a farle volteggiare mentre carolina leggeva qualche libro. Il tempo scorreva.
Alla spiaggia della baia di Alassio associo momenti di pace interiore pura, di placida serenità.
Tra poco tornerò al mare con Carolina, con Giosuè.
Bagni Don Bosco. Vacanza familiare.
Nuovi bagni, nuovi ruoli, nuovi tempi, forse.
Di sicuro stessa spiaggia, stesso mare.
Non sprecherò molte parole.
Sono un proletario dell’enigmistica. Un proletario molto snob.
Per me nulla mai detronizzerà la sacra trinità formata da:
Chi mi ama mi segua, e magari lasci come me i sudoki vari ai borghesi del quiz.
Mazz’Ahò, se ci vado giù pesante!
Dopo Earth, il rivoluzionario sistema di mappe di Google (ma mica tanto rivoluzionario poi, dopo tutto hanno "solo" reso fruibile il mostruoso lavoro fatto dai tipi di Keyhole), quei giocherelloni di Mountain View hanno pubblicato Google Moon, utilissimo tool per mappe lunari.
Bene, bravi. "Cool!", direbbero in California.
Ma comincio a nutrire il sospetto che tutte queste applicazioni, geniali e potenzialmente dirompenti, alla fine siano "fruite" dall’utente medio niente di più che come gustosi quanto effimeri gadget online.
Io Google continuo a usarlo solo come motore di ricerca, anche se Technorati e Blogpulse cominciano a incalzare.
Per il resto, e per rispondere a Moruzzi, vivo internet attraverso:
Google è presente quindi, ma solo in parte.
Sono un caso isolato?
… e più ti fai male quando caschi.
Siamo agli sgoccioli con il blog di Beppe Grillo?
Dai commenti all’ultimo post:
Questo blog è una presa in giro, i post sono scritti dai collaboratori e non da Grillo, si sente la differenza di stile. Si è passato agli insulti perch� non si hanno più argomentazioni. La cosa triste è che ci sono troppe persone pronte ad osannare Grillo che diventa giorno dopo giorno sempre più demagogo. Bella filosofia.
Ma ci sono anche altre posizioni pesanti…
Lo ammetto. A me ha sempre puzzato un po’ di bieca operazione di marketing, a partire dal fatto che il tour porta il nome del sito. Poi tutto il posizionamento curato da un’agenzia di consulenza.
Leggendo i testi, non tutti ma buona parte, ti rendi conto che non è Grillo (che credo sia un luddista convinto) a scrivere ma una redazione. Nei commenti lui non compare mai. Non risponde, va per la sua (sua?) strada. Non usa in pratica lo strumento blog come farebbe un blogger ma come un normale e tradizionale professionista di successo dello spettacolo.
Insomma mi sembra che in pratica il buon Grillo abbia goduto fino a ora di un enorme credito nella comunità (a partire dallo sconsierato inserimento del suo blog nei vari blogroll dei suoi fan), credito che ora va pian piano scemando.
Il web non perdona e, seppur ci sia sempre spazio per una seconda possibilità, ha pure buona memoria.
Se Grillo avrà nei prossimi giorni l’intelligenza di predere di persona le redini del blog, la cosa rientrerà nella normalità e avremo tutti guadagnato una preziosa blogstar.
Altrimenti sentiremo un enorme tonfo…
UPDATE: Secondo voi il fatto che il curatore del gruppo di Milano (il più numeroso) tra i già criticatissimi forum MeetUp a pagamento su Grillo sia Maurizio Benzi, collegato a doppio filo all’agenzia di posizionamento web di cui sopra, significa qualcosa?
Non linko direttamente il blog. Linko la storia dietro.
Ho letto due post, poi ho smesso, perchè mi sono sentito male.
Non so dare un giudizio. Forse lo sapete dare voi.
Non mi rassegno.
Ieri il televisore era sintonizzato su RaiDue: Streghe.
Io leggo… Poi, durante uno stacco pubblicitario:
"Cara - chiedo a Carolina - perchè guardi Streghe?"
"Perchè mi piace" (Ovvio no?)
Pausa. Riformulo:
"Cara, perchè ti piace Streghe?"
"Mah, non so… Forse mi tocca delle corde…"
Poi (il telefilm riprende) con tono assente mi intima:
"Ci sono le persiane del balcone aperte, valle a chiudere (e sicuramente aggiunge mentalmente qualcosa del tipo "e magari lasciami guardare Streghe in santa pace!")"
Mi alzo. Vado a chiudere le persiane.
Streghe tocca delle corde di mia moglie. E’ una cosa che evidentemente devo accettare. E’ dura.
Ho accettato tutto: Buffy, Ally McBeal, Will&Grace, a volte mi sono appassionato io stesso a serial come ER, Squadra Emergenza, The Shield… Ma Streghe?
Decido di impegnarmi e cerco di guardare un po’ del programma in questione. Ovviamente non capisco una mazza. Apprezzo però il sofisticato ambiente trash. I personaggi si spostano grazie al teletrasporto di Star Trek (Scotty, beam us up!). Soprattutto si scazzottano a colpi di fulmini azzurrognoli.
E poi c’è Alyssa Milano.
Lei merita un discorso a parte.
Quando entra in scena, ogni volta che entra in scena, fosse solo per un fotogramma, ha addosso una canottierina, un golfino leggero e svolazzante aperto sul davanti e soprattutto due chiodi a sostituire i capezzoli. DUE CHIODI a cui puoi appendere il proverbiale quadro di Picasso.
In più cammina con le spalle indietro, portando avanti il busto.
SEMPRE! E solo lei ha questo privilegio.
Le altre due "sorelline" sono smorte a confronto di questa tigrotta.
Insomma. Entra Alyssa e per un riflesso automatico l’attenzione, quella maschile, sale.
Almeno penso che salga al livello sufficiente a impedire altri lamenti da parte dei mariti nei confronti delle mogli incollate al teleschermo.
Strategia bastarda ma efficace.
La moglie vuole guardare il telefilm trash. Il marito protesta.
Protesta fino a quando entra Alyssa. Il marito lascia la frase sospesa a metà. Cerca di capire.
Un paio di movimenti veloci e bum!
IPNOTIZZATO…
Mi chiedo se ci sia qualcosa di analogo per le femminucce.
Gaspar Torriero ha fatto visita alla mia amata città, Vercelli. Si lamenta però delle zanzare che dice essere numerose.
Sorrido. Le zanzare non sono numerose. Sono immanenti.
Ogni vercellese nasce con una dote di qualche miliardo di zanzare da poter gestire durante la sua esistenza.
Povero Gaspar… Qualcuno deve avergliene prestate un po’.
Per chi non è di zona deve essere un’esperienza devastante.
Dopo un acquazzone poi, le malefiche sono ancora più incazzate e attaccano senza pietà.
Il vercellese in questi casi sa che non deve farsi vedere in giro la mattina presto e la sera poco dopo il crepuscolo. Quelle sono le ore peggiori.
Spero che Gaspar abbia modo di tornare in città magari all’ora di pranzo. Nel caso, me lo faccia sapere per tempo. Avrà modo di conoscere l’altra faccia della medaglia di una Vercelli amabilmente semplice e contadina.
Paolo Valdemarin ha da poco annunciato il lancio della versione italiana della piattaforma di blog TypePad. La particolarità di TypePad è che a fronte di un certo numero di servizi fa pagare un canone d’uso anche agli utenti base.
Ho commentato sul blog di Paolo, affermando che un utente esperto (quello che generalmente da un blog chiede qualche funzione in più) è più orientato a pagare la stessa cifra in hosting e installarsi - che so - Wordpress e qualche plugin, avendo però il controllo completo del proprio spazio sul web.
Sia chiaro… Rimaniamo nell’ambito del pour parler e dei gusti squisitamente personali.
A prescindere dalla sua risposta (non ho ragione di dubitare della sua scommessa sul mercato italiano, anzi gli auguro buona fortuna), leggo ora da Wikilab una ragione che giustifica un pelo di più tutta l’operazione.