A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

Il modo migliore per leggere questo blog, comunque, é abbonarsi al suo feed RSS.

Una questione di qualità

Per certi versi è assurdo, per certi altri invece non è nulla più che una questione di qualità nella comunicazione.

Sembra che Al Qaeda abbia lanciato un servizio di informazione settimanale, un vero e proprio TG le cui notizie vengono date con il classico taglio propagandistico a cui siamo purtroppo ben abituati.

La notizia deve essere ancora confermata e la cosa strana è che non mi sorprenderebbe, nè se fosse vera, nè se venisse poi smentita. Perchè? Perchè questa relativamente nuova compagine terroristica ha dimostrato sin dall’inizio di conoscere fin troppo bene  le regole della comunicazione di massa. Per quanto atroci, inguardabili, detestabili, tutte le manifestazioni di Al Qaeda hanno una caratteristica vincente in termini prettamente comunicativi: bucano il video, creano interesse (morboso, malato, perverso alle volte).

Sembra quasi che questi criminali abbiano capito meglio di tanti burocrati neocon il reale potenziale del web e lo stiano sfruttando nel migliore dei modi (migliore per loro, ovviamente).

La verità è che una bella fetta di occidente è ancora convinta che questi tipi siano dei "beduini nelle caverne", col cammello e con le loro ciabatte a punta, il volto polveroso del deserto o dell’altopiano.
La realtà è ben diversa.
Noi "spaghetti, baffi e mandolino" dovremmo pure saperlo.

L’ideale comunque in questo caso sarebbe conoscere l’arabo per poter andare direttamente alla fonte e rendersi conto in prima persona dei contenuti e dei toni del TG di Al Qaeda.
L’unica cosa certa è che si tratta ancora una volta di un "servizio" ad alto potenziale virale.

"Sout Al Khalifa", la voce del califfato… Così banale e così scontato da chiedersi perchè non l’abbiano fatto prima.

UPDATE: Segnalazione anche su SKY TG24 Pianeta Internet e Pandemia.

La biblioteca digitale

LibraryThing è per i libri ciò che Flickr è per le fotografie.

Ognuno può crearsi un catalogo personale dei propri libri in modo da avere sempre sott’occhio la propria collezione.

La compatibilità con le API di Amazon e con il sistema di ricerca della Biblioteca del Congresso rende questa web application particolarmente flessibile e facile da usare, soprattutto se si possiede una vasta collezione in lingua inglese.

Con un po’ più di fatica poi è possibile inserire anche testi fuori commercio o non disponibili su Amazon, come i libri italiani, a esempio.

Certo… se qualcuno si sbattesse a integrare la cosa con IBS o BOL, sarebbe meglio.

Alla fine, la cosa veramente carina rimane il fatto che condividendo i propri gusti letterari è possibile conoscere nuovi autori, nuovi libri e soprattutto altri nuovi lettori. 

Diventa cuoco anche tu con…

Con le lezioni di cucina casalinga di "Totanus on the Net".

Nella fattispecie parliamo di "Spaghetti alla bottarga di tonno di Favignana". Piatto semplice al limite del ridicolo. La vera difficoltà sta nel trovare la bottarga di tonno di Favignana fresca, vera rarità.

Qui trovate la ricetta filmata. A prova di fesso.

A seguire "Fusilli al pescespada e pomodoro fresco", oppure "Carnaroli agli asparagi". Un pelo più impegnative…

Retro-gaming

Cortland street, Bernal Heights, un bar di cui non ricordo il nome, torneo di Galaga con gli amici. Che emozione, la versione originale, quella con lo schermo orizzontale… e poi Pops, 24th street, Mission con due macchine originali su cui girano Ms. Pacman e Dig Dug. Mi sono sentito di nuovo bambino, quando giocavo ai videogiochi al "lago" di Salasco. Per la cronaca, gli americani hanno il calcetto più strano che abbia mai visto….la manopola del portiere ha tre giocatori! Non è legale…

Delocator.net

Delocator è un database, niente di più. Ma è utilissimo. San Francisco, come ogni grande città americana, e del mondo, è invasa da Starbucks ed ecco l’utilità del sito: inserisci il tuo ZIP code (il CAP, per capirci, ce ne sono diversi all’interno delle grandi città) e Delocator ti dice tutti gli Starbucks in cui non devi andare e tutti i caffè locali dove invece apprezzare un’atmosfera genuina, con tanto di commenti e foto. Ovviamente, in piena politica open source, ti puoi scaricare il codice ed adattarlo alla tua nazione oppure traslare il meccanismo ai fast-food o all’abbigliamento.

Alice

Sto guardando Alice, il nuovo programma serale di Anna La Rosa.

Si sta facendo strada in me la convinzione che se alla signora viene lasciato il tempo di crescere un po’, prima o poi farà le scarpe a Vespa. 

Vatican news

Heil Ratzinger, Papa Mazinger, Papa Nazinger e poi ancora….non me li sono inventati, girano sulla rete dal giorno succesivo all’elezione del nuovo Papa. Tutti segni di una certa rigidità, che il Vaticano continua a manifestare in diverse forme. Ora parte la crociata agli omosessuali, la motivazione? Porre un tampone agli scandali sessuali sorti negli ultimi anni nei seminari Americani. Mah!? Facciamo così, a catechismo insegnate anche che i gay puzzano, così finite il lavoro. Ma poi, ai preti gay, è concesso donare il sangue?

Sangue sporco

Il Policlinico di Milano rilancia: "Accetteremo sangue gay solo se costretti dal ministero".

Niente male! La ragione? E’ sangue ad alto rischio.

E pensare che ero convinto che le analisi per l’idoneità del sangue donato venissero fatte comunque.

Invece si fa selezione ex-ante.

Ma verrà fatta anche su chi va a troie?  

 

 

Pacs Tibi

Leggo sul Corriere il parere di Ambra Angiolini sui Pacs.
Lei convive da 4 anni con Francesco Renga, da cui ha avuto una bimba, Jolanda. Di sposarsi non ci pensa neppure lontanamente. Eppure sostiene i Pacs dicendo:

Perchè se due non vogliono sobbarcarsi promesse e giuramenti, cambi di domicilio e quant’altro devono essere penalizzati?

Ambra, di quale matrimonio stai parlando? Di che giuramenti e promesse stai parlando?
Io mi sono sposato in Comune, matrimonio civile. Ho promesso alla mia compagna che avrei diviso con lei i beni e gli oneri, che avremmo deciso insieme la natura e l’indirizzo dell’educazione dei nostri figli, che ci saremmo presi cura l’uno dell’altra, nel rispetto reciproco e delle leggi dello Stato.
A fronte di quell’impegno lo Stato ci concede oggi alcuni (pochi) privilegi rispetto a chi non vuole sottoscrivere quel contratto reciproco.
Il matrimonio, quello civile almeno, è insomma un doppio contratto. Il primo riguarda due soggetti che decidono di vivere insieme, tutelandoli reciprocamente. Il secondo riguarda la coppia così formata e la comunità che si prende carico di riconoscere nei nuovi coniugi un nuovo soggetto civile, con i suoi diritti e i suoi doveri.
E’ giusto che ci sia una differenza tra chi sottoscrive un contratto e chi non lo fa. Non trovi?
Saresti disposta ad accettare la proposta di un dirigente Rai che ti dice: "Ma sì, a che serve il contratto, tanto lo sappiamo tutti che il programma lo fai con noi per tot soldi…". Non credo.

O forse ti sei immaginata il matrimonio solo come un giocoso e faticoso mix di altare, fiori, confetti, bomboniere, sacerdote, invitati, cenone, dj e trenino?

Allora forse non ci siamo. Non ci saremmo comunque, se il problema è sobbarcarsi qualche responsabilità.
Ecco perchè i Pacs non sono la strada, ed è giusto che vengano massacrati da destra e da sinistra.

Il punto è piuttosto che il contratto di matrimonio deve poter essere esteso a tutte le coppie. Il riconoscimento delle coppie di fatto, di tutte, anche quelle omosessuali, deve passare attraverso il riconoscimento da parte della società.

Pensare al matrimonio come sacramento religioso (sia esso cattolico, ortodosso, islamico e così via), da un lato esalta i valori precipui di quel credo (l’unione nella fede, la fedeltà reciproca, l’impegno al rispetto della vita come dono divino), dall’altro però ridimensiona il valore intrinseco del dettato costituzionale per cui tutti i cittadini sono uguali e, a prescindere da credo, razza e costumi, godono di uguali diritti, ivi compreso quello all’unione in matrimonio.

 

 

In fondo al mar!

L’altra sera andava in onda per l’ennesima volta il film U-571.
Una task force di marinai americani si impossessa di Enigma, e poi ne combina di tutti i colori.
Visto e rivisto.

Ehm… L’ho rivisto ancora.
L’ho visto nonostante conoscessi a memoria ogni singola battuta.

Perchè?

Perchè adoro i film con i sottomarini. Tutti, anche quelli più schifosamente propagandistici.
Basta che ci sia uno schifo di sottomarino, anche uno scassone delle profondità, e io sbavo.
Caccia a ottobre rosso, U-Boot 96, Allarme rosso, K-19. Perfino Operazione Sottoveste (non calzamaglia, coglione)! Non me ne perdo uno!

Per dare una risposta a questa insana passione per i sommergibilisti di ogni epoca e nazionalità ho effettuato un breve quanto inattendibile sondaggio. Alla fine scopro che il maschio medio, almeno quello che conosco e che frequento, non riesce a fare a meno del mito del sommergibilista.
Le femmine invece piuttosto preferirebbero una trasmissione condotta da Sveva Sagramola (ed è tutto dire…).

PERCHE’???? 

Blog Network: