4 B in un N
Giuro che stavo per mollare. Poi quei due neuroni vaganti nel mio cervello si sono scontrati.
Per un fortunato caso, nella mia mente ha fatto capolino il concetto di nibble.
E alla fine anche la 9 è tornata al suo posto…
Giuro che stavo per mollare. Poi quei due neuroni vaganti nel mio cervello si sono scontrati.
Per un fortunato caso, nella mia mente ha fatto capolino il concetto di nibble.
E alla fine anche la 9 è tornata al suo posto…
Intelligente campagna pubblicitaria di Reporters without borders.
Dove sono, a Cuba, i giornalisti?
Prova a cercarli… se ci riesci…
Carolina scrive di nostro figlio e dell’ora (e mezzo) di religione all’asilo.
E su tante altre cose che riguardano la scuola pubblica…
Ovviamente concordo e invito alla lettura.
Vien da chiedersi anche questo, leggendo le parole del Premier.
Non credo che la crisi Alitalia possa essere risolta. Sarò pessimista ma un ulteriore intervento statale sarebbe solo utile a prolungare l’agonia.
Colpa di chi non ha saputo a suo tempo affrontare la deregulation del mercato? Colpa dei troppi scioperi dei sindacati e dei lavoratori? Colpa dei vari governi?
Questioni di lana caprina, ormai.
Eppure la minaccia di ricorrere alla forza… Di Rudinì, si diceva.
Sergio Pereira ha aggiornato la documentazione non-ufficiale alla libreria javascript Prototype. Ora la documentazione copre la versione 1.4.0, versione che introduce nuove classi e nuove funzionalità (gestione di Array, HashTables, RangeValues, eccetera). Merita una lettura: Developer Notes for prototype.js.
Adoro quando dei geni del web 2.0 se ne escono con perle di saggezza di questa qualità:
If you’re having a hard time finishing a huge list of things, break that list in a bunch of smaller lists. For example, break a single list of 100 items into 10 lists of 10 items. This way when you finish an item on a list you’ve just completed 10% of that list instead of 1%.
Yes, you still have the same amount of stuff left to do, but you can look at the small picture and find satisfaction, motivation, and progress instead of the staring at the huge picture and being terrified and demoralized.
It’s amazing how something as simple as rearranging the same content can have such an impact on productivity and motivation.
Consiglio corretto, impostazione - a mio modesto avviso - ridicola. Io credo che alla base di tutto, in realtà, dovrebbe stare un altro ragionamento.
Un ragionamento basato sul concetto di controllo.
Un progetto che richieda 100 task da soddisfare è un progetto difficilmente gestibile come un blocco unico, anche perchè sicuramente parte di questi task sono interconnessi tra loro.
Nessun progetto che richieda 100 task da soddisfare è però un progetto monoblocco.
Può e deve essere suddiviso in tanti sotto-processi, per un’ovvia ragione di controllo e gestione.
Suddividi e controlla. Più facile, più controllabile, più latte, meno cacao.
E’ il paradigma del controllo, quello alla base dell’autosoddisfazione, in questo caso.
Controlla e godi.
Tutto il resto è fuffa, anzi, fuffetta.
Anche le parole della fede.
Il Vaticano pone il copyright sui discorsi e le encicliche papali. Esigenze di marketing e controllo sui contenuti.
Sono sicuro che la notizia non stupisca più di tanto. Il clero del resto (non parlo di Chiesa, parlo del suo clero) non ha mai vissuto l’età dell’innocenza.
Sarà curioso verificare nei tempi futuri quale sarà l’impatto di questa scelta sulla reale penetrazione evangelica dei discorsi del pontefice.
Tutto si paga, dicevo, tutto ha un suo prezzo. Anche in un mondo dove, per qualcuno, le parole di un papa sono fonte di speranza e consolazione, guida e sostegno.
La legge del mercato è più forte anche di questo, evidentemente.
Ne vale la pena?
Per colpa di Gaspar mi ritrovo a impazzire tra lettere e numeri.
Per ora mi arrendo e mi accontento di essere annoverato tra i maledetti geni del web 2.0.
Domani ci riprovo… Mi mancano per l’esattezza: 3,7,12,20,24,28,29,30
UPDATE: Stamattina ho trovato anche le soluzioni a 3, 7, 20, 28, 29, 30. Sono a quota 31/33.
Tra ieri notte e stamane alcuni quesiti sono cambiati. Tra questi anche il 12, che era mortale prima e lo è pure ora…
Curiosa iniziativa. Che sapore hanno i prodotti di un orto?
Ve lo ricordate? Io non più, e sì che la nonna Rosanna aveva un orticello davvero ricco.
Parco dei Buoi propone tre tipi di abbonamento ai prodotti del suo orto, con tanto di prospetto in excel sui profitti previsti.
La verdura non costa poco, diciamolo, ma l’esperimento è carino, interessante e merita fiducia. E poi arriva a casa col corriere espresso.
Ricordo l’esperienza magica (durata troppo poco) della spesa a domicilio con la esselunga. Era un sogno…
Per questo ho dato la disponibilità a un abbonamento small. Voglio rivivere anche solo in scala ridotta, quel lusso estremo.
Bisogna però raggiungere la quota minima di 50 iscrizioni. Per ora sono molte meno.
Io un ragionamento l’ho fatto, partendo dall’assunto che alla fine dei conti questo costa molto meno di altri abbonamenti e passatempi.
Inoltre mi sono accorto che mangio sempre la solita verdura (zucchine, sedani, pomodori) e un po’ di varietà dettata dalla rotazione naturale delle stagioni non fa male, anzi.
Sembra assurdo pagare di più per mangiare gli ortaggi al momento giusto, ma alla fine è così.
Non vale la pena anche secondo voi? Fateci un pensiero…
Mi rimane un solo dubbio: perchè solo verdura e niente frutta? Che peccato!