A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da
Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di
Dario Barbone.
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Una cosa che proprio non sopporto delle vittorie della nazionale di calcio sono questi babaciu che girano in città con l’auto strombazzando come pazzi.
Manco venissero pagati… In più sono le 11 passate… Strombazzassero la loro sorella (scusate ma fanno veramente uscire dai gangheri)!
Nel frattempo registro che ancora nessuno allo stadio è stato informato sulla differenza tra “corte” e “coorte”…
Sembra che il badge, mostro grafico tornato in auge grazie al gusto imperante in questo periodo sul web, abbia contagiato anche i creativi dell’advertising tradizionale:
guardare per credere!
Si moltiplicano le campagne di blog marketing, tanto da far pensare che ormai sia ora di cercare nuovi spazi e nuove ispirazioni.
Mentre il Thriller Team sta cominciando le sue investigazioni e TrovatoChiuso riprende e ripropone gli schemi già sperimentati da Nadar Solo, Bacardi rientra prepotentemente sul tema blog attraverso un concorso chiamato B-Logger e finalizzato a selezionare dei commentatori in tempo reale per un evento di lancio della web-radio del pipistrello, B-Live.
Il funzionamento del concorso è ben spiegato da Luca Conti.
Quando scrivo “rientra prepotentemente sul tema blog” mi riferisco al fatto che Bacardi non è nuova ad attuare campagne di blog marketing.
Già due anni fa fu creato infatti un blog su un personaggio fittizio (una ragazza chiamata BB) che, attraverso le sue avventure ed esperienze, promuoveva lo spirito trasgressivo tipico del marchio cubano.
Conosco bene quell’esperienza perchè fui il copywriter di buona parte dei post che vennero pubblicati. In particolare curai la seconda e ultima fase del blog, in cui cercai di disegnare attorno al personaggio di BB un vero e proprio carattere, con emozioni, gusti e sentimenti verosimili (in precedenza il blog elencava più che altro curiosità e gadget trovati in rete). In questo modo BBBlog si differenziò da MissY, un’altra esperienza di branded-blog molto simile in quel periodo.
Ora Bacardi si rituffa nel mondo dei blog, questa volta cercando di coinvolgere attivamente la blogosfera. Mi sembra un passo interessante, che conferma il fatto che l’intuizione di qualche tempo fa non era così campata in aria…..
Vedremo però se usare un concorso per arruolare blogger sarà un metodo che paga. Buona fortuna.
Intanto, come scrivevo in precedenza, forse è già ora di voltare pagina, guardare altrove, trovare nuove formule.
Dobbiamo essere lieti del fatto che la Corte Suprema americana abbia dichiarato illegale il campo di detenzione di Guantanamo.
Vedrete che questa sentenza, che boccia senza possibilità d’appello le scelte autoritarie dell’amministrazione Bush e dei vertici militari statunitensi, verrà presa a modello nei prossimi tempi per testimoniare come il sistema americano sia correttamente bilanciato e come nessun potere forte possa abusare della propria posizione.
E forse è proprio così. Il sistema ha i suoi contrappesi e funziona a dovere.
Ma Guantanamo ha comunque ospitato circa 400 detenuti. E solo 10 di essi sono stati formalmente incriminati.
Per una nazione pragmatica come gli USA è una vergogna non da poco.
E ci sono voluti quasi 5 anni di violazioni dei diritti umani, violazioni conclamate, denunciate e ripetute, per fermare questa vergogna.
Ora, dopo Guantanamo, si sta alzando lentamente il velo su un’altra piccola crepa della democratica terra di Adams, Jefferson e Lincoln.
Si chiama Extraordinary Rendition e consiste nel prendere un sospetto terrorista, trasportarlo in un paese “amico” e torturarlo fino a quando non dice quello che ti aspetti che dica.
Ovviamente senza un capo di imputazione e, manco a dirlo, tutela legale (sennò che tortura è)?
Che poi da uno stato autoritario e dittatoriale me lo posso anche aspettare, ma perchè poi devo sentirmi rappresentare gli USA come la terra delle libertà e del rispetto dei diritti della persona?
Quanto è affidabile la comunicazione via email quando i contenuti cominciano ad avere una certa rilevanza e gli attori della conversazione si trovano a discutere e decidere su argomenti importanti in un dato contesto?
E’ una domanda tutt’altro che banale e che abbiamo dovuto affrontare in 12Dicembre dove, in molti casi per ragioni organizzative, molta della comunicazione è gestita dalla posta elettronica.
Spesso posizioni differenti solo per alcune sfumature marginali, tendono a diventare radicalmente opposte a causa di fraintendimenti involontari dovuti a come si è scritta una email o a come si ha risposto ad un’altra.
Stefano Sarasso mi segnala una lettura interessante che non ha tanto il pregio di dire cose estremamente nuove quanto quello di fare un po’ di ordine e inquadrare la situazione nel complesso sistema delle interazioni virtuali.
Cautela, quindi, quando si comunica prevalentemente via email e, quando possibile, non perdere mai l’occasione per un confronto di persona con i propri interlocutori.

C’è un serial killer in libertà, pronto a spargere sangue e terrore.
Come un’ombra si muove tra di noi, intento a scegliere la sua vittima sacrificale.
Ci ha sfidato a scovarlo, prima che compia il prossimo efferato crimine.
La squadra investigativa è stata formata e presto cominceranno le indagini.
Bisogna fare in fretta, mancano poche settimane…
Magari non saranno degne del Mosè michelangiolesco ma sicuramente alcune di queste strane sculture vincono in originalità.
A me in particolare piacciono quella della mamma che fa fare il girotondo alla sua bambina (che avevo già segnalato qui) e quella del tipo che fa lo sgambetto al passante.
Ma stiamo scherzando? Happy hour?
Ma una sana e onesta canzone sul sesso fin quando fa male, fin quando ce n’è, invece no?
Visto che in questi giorni oltre ai mondiali di calcio e a moggiopoli vanno di moda anche i morti sul lavoro (che di solito non interessano nessuno), vi ricordo il sito dell’Anmil.
Ne avevo già parlato qui.
Luigi Forello è l’italiano tipo secondo un frustrato giornalista tedesco.
Vi dico solo che sul territorio nazionale i Pompini, in confronto, stravincono!