A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Non abbassare lo sguardo

Sbattere le palpebre…
C’è chi ne ha fatto uno sport. Lo sport definitivo.
Se vi interessa l’argomento qualcuno ha girato un documentario.
(via)

Zumbakamera

Animazioni belle e inquietanti. Da vedere tutte.

Privilegi

Milan, ovvero il piccolo privilegio di fare le vittime.
Intanto sfuma il sogno di vedere il derby Pro-Juve direttamente dalla finestra di casa.

Jeansy

Ok, sono ignorante. Chi e’ Jeansy? Viene definita la “Avril Lavigne de noantri”, si vociferano partecipazioni a Sanremo giovani, c’e’ addirittura un flame su wikipedia. Chi e’? Vi prego illuminatemi.
UPDATE: lo sapevo che doveva avere un account myspace

Poche considerazioni sull’happy hour

Cerchiamo di essere obbiettivi…

Prima puntata: un giovane rampante e fighetto (Muccino) se ne va come un vagabondo per il mondo.
Viene caricato su da un pick-up lercio e carico di balle di fieno.
Sopra il pick-up, tra le balle di fieno c’è il classico figone. Questa volta si tratta di un figone casereccio, il tipo “sono figa ma non voglio strafare”, che ammicca per fisico e aspetto alla Mezzogiorno.
La tipa fa le pulci al fighetto con le classiche domande di rito.
1) Dove vai?
2) Quanto stai via?
Il Muccino risponde a tono:
1) Boh!
2) Boh! Spero tanto… (Ma un lavoro non ce l’hai?)
A quel punto lei nota che il Muccino ha solo un borsello da sfigato, peraltro semivuoto. Lui la snobba, ha tutto quel che serve, ovvero il suo fiammante cellulare con la tariffa 00 (manco fosse farina…).
Schifato dall’imborghesimento della tizia il Muccino se ne scende e saluta.
Lei solo a quel punto comprende appieno il grande insegnamento rivoluzionario del givane fighetto e quindi immantinente svuota il suo sacco di cenci per strada per poi salutare il Muccino con il suo cellulare sfigato che nel frattempo si è trasformato a sua volta in uno splendido e fiammante cellulare con la tariffa 00.
Muccino sorride soddisfatto.
Fine.
Seconda puntata: il Muccino cammina come un pellegrino. Strade pianeggianti, passaggi montagnosi i cresta, ripide scogliere. Non guarda dove va, lui è intento a mandare SMS. Li manda a casaccio ma arrivano come per magia tutti al figone casereccio, di cui non aveva il numero, perchè nella puntata precedente avevano parlato di tutt’altro.
In quest’occasione scopriamo che il figone casereccio, quando era sul pick-up, non stava andando ad Amsterdam a stordirsi di drogazza (troppo facile), ma stava andando a sposarsi, sicuramente con un giovane manager di una multinazionale del tabacco. Non si fa, suggerisce il Muccino.
Pertanto, una volta giunta all’altare, il figone casereccio riceve un ultimo SMS.
Lei, che tiene il cellulare nella giarrettiera, decide quindi che una vita tranquilla da mantenuta è troppo cheap, quindi lascia Philip Morris Jr ed esce dalla chiesa.
Ad aspettarla fuori chi c’è? Il Muccino ovviamente, il quale - non avendo bisogno d’altro se non del suo cellulare - sfoggia tronfio una moto naked che gli ha appena regalato il babbo (chiaramente padrone di un’altra multinazionale del tabacco).
I due se ne fuggono senza vergogna, ma prima lei, con un tempismo da record chiede:
- Ma quanto ti è costato mandarmi tutti quegli SMS?
- Zero! (Eh, ti sei sprecato!)
Ma anche se fossero stati a pagamento non credo che si sarebbe svenato….
Laif iz nau, sei già dentro l’eppi auar! (A dire il vero credo che l’eppi auar se la sia fatta il Muccino…)
Fine.

Inutile dire che attendo con ansia la terza puntata.

Caro amico ti scrivo…

Alcuni pacchi postali spediti giovedì scorso non sono ancora giunti a destinazione.
Menomale che hanno eliminato la posta normale e che esiste solo la posta prioritaria.
O non è che hanno eliminato la posta prioritaria ed è rimasta solo la posta normale?
Mah!

E’ proprio vero…

…che per avere quello che vuoi devi fare la voce grossa o perlomeno lamentarti sonoramente. Pensavo fosse un attitudine meramente Italiana ed invece mi ritrovo a dare spallate al sistema americano per tutto, dalle tariffe telefoniche ai rimborsi per le spedizioni di materiale difettoso. Una differenza c’e', qui ti danno ascolto e quasi sempre, come valuable customer, ti accontentano (nei limiti, ovviamente). Tre due uno, mi aumentano la tariffa per la mia 3 Mbps, chiamo, “eccheccazz!”, ora pago 10 dollari meno di prima. Ancora, mi arriva un alimentatore fallato, telefono, “ce lo rispedisca pure a sue spese per un complete exchange“, “eccheccazz!”, ok ok, paghiamo noi. Potere al portafoglio, signori.

23 italiani vivi

Una Lia Celi in gran forma commenta l’ultima missione italiana all’estero.

Da Piazza Venezia al Circo Massimo

Veramente una bella serata di regime…

Controindicazioni mondiali

Anche se sul loro sito fanno buon viso a cattiva sorte quelli di MediaWorld devono essere abbastanza incazzati…
Avevano promesso il rimborso del costo di un TV spaziale se l’Italia avesse vinto il Mondiale di calcio.
Ne hanno venduti più di 10.000…
Ora da qualche parte c’è un responsabile marketing sotto tortura…

Update: Tambu spiega bene una possibile strategia seguita da MW, probabilmente consigliata da Tremonti. Io che sono un povero fesso e non pratico finanza creativa mai ci sarei arrivato…