A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Freezer

Qualcuno è in grado di spiegarmi perchè quando sto bene la mia temperatura corporea viaggia sui 35.5° C e non sui 36.6° come alle persone normali?
E’ una cosa che mi chiedo da tempo…

Tea Partay

Dimmi come faccio a bere responsabilmente dopo aver visto questo!
Il rap delle colline… shake your booty.

Una ragione c’è, forse

Frammenti di discussione con Carolina.
Se c’indignamo tanto per il basso livello raggiunto dalle nostre istituzioni e dai nostri governanti, così come dalle organizzazioni che regolano la vita civile della nostra nazione, forse una ragione c’è, e chi ha visto il Blob di oggi, con spezzoni presi da trasmissioni RAI del ‘68 e anni seguenti, sa cosa intendo.
Si vedevano di continuo ragazzotti che si ammazzavano senza un vero perchè, ma pronti a nascondersi dietro il dito dell’ideologia.
Poveretti! Quanta energia sprecata…
I più scalmanati furono poi presi e messi in carcere… (nonostante tutto alcuni oggi sono comunque apprezzati editorialisti o romanzieri)
Il vero problema sono quelli che allora erano calmi e pacati: ce li ritroviamo ora saldamente in parlamento, al governo e come top manager.
L’immaginazione al potere, insomma.
Ma passerà anche questo (e allora arriveranno i paninari…brrrr)

Joe Sandalo

Un mito, peccato che ho i capelli corti e non ascolto piu’ il rock duro. La sezione MP3 e’ ricchissima!!
Il video poi…. imperdibile.

Lo stupro (tentato) e la beffa

Storie paradossali di ordinaria Bossi-Fini.

Pensieri di un uomo curioso

Ho appena comprato un libro che raccoglie pensieri e scritti di Albert Einstein.
Libri da cesso li chiamo io, senza molto rispetto. Infatti li puoi aprire a caso e leggere per qualche minuto.
Del resto ero curioso di imparare qualcosa sull’uomo Einstein più che sulle sue geniali intuizioni di scienziato.
La celebre fotografia di Einstein che fa la linguaccia mi ha sempre fatto vedere in lui prima il lato squisitamente umano, scherzoso, abbordabile, piuttosto che quello inarrivabile dello studioso.

Alcuni brani, presi a caso, che fanno intravedere il carattere unico, semplice e peculiare di un uomo i cui valori sembrano irrimediabilmente lontani da quelli del nostro tempo:

Ho deciso questo per il nostro futuro: cercherò subito un impiego, anche modesto. Le ambizioni scientifiche e la vanità non m’impediranno di accettare anche il lavoro più subordinato che ci sia.
Lettera del 07/07/1901 alla futura moglie Mileva nel periodo in cui non riesce a trovare il suo primo lavoro.Finchè la sicurezza viene perseguita attraverso gli armamenti, nessun paese sarà disposto a rinunciare a un’arma che sembri promettere la visttoria in caso di guerra. A mio parere, la sicurezza si ottiene solamente rinunciando all’intera difesa nazionale.
Lettera a Jacques Hadamard, 29/12/1949

Sì, ma dove ha le rotelle?
A 2 anni, dopo che gli annunciarono che avrebbe ericevuto un nuovo giocattolo in regalo

Un’ora seduto su una panca in un parco insieme a una bella ragazza passa come se fosse un minuto, mentre un minuto seduto su una stufa bollente sembra un’ora.
La relatività spiegata alla segretaria Helen Dukas, perchè la riferisse a giornalisti o altri non specialisti.

Uno scienziato è una mammola quando ha sbagliato lui e un leone ruggente quando scopre l’errore di un altro
(vale anche per altre categorie)

Condividere le gioie e le sofferenze degli altri, questo deve guidare l’uomo.
Lettera a Valentine Bulgakov, 04/11/1939

A presto

Si va, forse per l’ultima volta, a godere le bellezze della casa di Casorzo.
Si torna domani sera. A presto.

Ma come fanno a essere pieni di soldi?

Sono appena arrivato a pagina 200 di un libro di John Grisham: Il Broker.
Il romanzo è ambientato in Italia e in particolare a Bologna. Bene… leggiamolo allora!
In queste prime pagine ho scoperto con orrore che:
1) In un ristorante italiano, mentre attendi di essere servito, spesso il cameriere ti porta come stuzzichino della focaccia a fette e una ciotola d’olio caldo in cui intingere la focaccia. A voi è mai capitato? Puccereste mai la vostra fragrante focaccia in una ciotola di olio caldo? Fermi… Non è finita:
2) Il costo di un biglietto d’andata in treno tra Bologna e Milano costa 50 (cinquanta!) euro. STICAZZI! Costa meno in taxi!
Ce ne sarebbero anche altre, ma ve le risparmio.
Insomma…
Io il romanzo lo finisco, ma solo per farmi qualche altra risata di gusto…
E poi mi chiedo… ma come fanno questi scrittori americani a essere così pieni di soldi?
Devo mettermi a scrivere anche io. Un libro non si nega a nessuno oggigiorno.

Swift

E’ arrivato Swift, Safari per Windows
Come se ci fosse bisogno di un altro browser.
Sembra di essere tornati al 2001.
Vabbè, supereremo anche questa.

La voce della verità

Domenica scorsa gita cultural-commerciale dalle parti di Torino.
Prima un giro veloce da Ikea, dove abbiamo comprato qualche oggetto per la casa e, come dice Giosuè, mangiato come le renne.
Poi ci siamo diretti verso Rivoli.
Destinazione: il museo d’arte contemporanea al Castello di Rivoli.
Pochissimi visitatori. Oltre a noi ho contato una decina di persone in tutto.
La ragazza della biglietteria ci informa che, essendo da sola, non ci può aprire l’ascensore e che quindi le scale - col passeggino di Giosuè - sono da fare a piedi. Un disabile avrebbe invece dovuto sperare nella grazia miracolosa e misericordiosa del Cristo, probabilmente.
Prima sala: un enorme anello di pietre rosse occupa tutta la stanza e si riflette idealmente in un dipinto sulla parete. Giosuè si avvicina incuriosito e tocca una di queste pietre.
L’addetta ci redarguisce: “Non fate toccare nulla al bambino, sono pietre preziose!“.
Giusto…
E’ arte contemporanea, preziosa, non come quella ordinaria arte rinascimentale che possiamo smanacciare in qualsiasi chiesa o piazza italiana.
Tutto quel che poteva interessarmi di questo museo (interazione, integrazione, assimilazione, vattelapesca) svanisce quindi subito…
Giriamo svogliati per il resto delle sale. Si salvano solo un paio di inquietanti opere di Cattelan, ma per il
resto ti chiedi davvero se sei tu un gran fesso o sono loro (gli artisti contemporanei) dei gran furbi… Probabilmente la risposta è fifty-fifty.
A un certo punto arriviamo davanti a un manichino vestito con un abito di latta.
Giosuè, tre anni, pur non essendo stato incoraggiato in alcun modo, esprime un suo giudizio personale che ci lascia a bocca aperta: “E’ la cosa più brutta che abbia mai visto nella mia vita!”. Testuali parole.
Ci guardiamo sbalorditi per qualche momento e poi scoppiamo a ridere. Si mette a ridere anche lui…
Giosuè ha ragione da vendere.

Usciamo dal castello.
Giosuè, la nostra voce della verità, critico d’arte per antonomasia, chiede con insistenza che gli venga restituito il suo demiurgo per la perfezione, uno squalo di pezza. Glielo diamo, se lo merita!
Torniamo felici nel nostro antro d’ignoranza.

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