BzaarCamp. Please confirm…
E’ tempo di confermare la propria adesione al BzaarCamp di sabato.
Per chi lo desidera in programma c’è pure una sessione introduttiva alla giocoleria.
Niente di speciale, giusto per rilassarsi.
E’ tempo di confermare la propria adesione al BzaarCamp di sabato.
Per chi lo desidera in programma c’è pure una sessione introduttiva alla giocoleria.
Niente di speciale, giusto per rilassarsi.
Mauro Biani, tragicamente calzante.
“I vestiti e le automobili rappresentano valori che non sappiamo bene quali siano, ma sappiamo se ci piacciono oppure no”.
Pierluigi Magnaschi, direttore Ansa, intervistato a TG2 - Costume e società
Condannare un essere umano a vivere una vita dolorosa e umiliante contro la propria volontà può essere considerato un atto violento, al pari della pena di morte verso chi invece desidera continuare a vivere?
La coscienza collettiva potrà anche dividersi tra etica e ragione ma io credo che a prevalere sia l’atto violento, la prevaricazione della società sul singolo.
Non mi spingo a giustificare il suicidio o addirittura il martirio, ma non posso non pensare al fatto che il mondo abbia conosciuto Bobby Sands e la sua battaglia solo perchè una ferrea volontà lo ha portato alla morte in un carcere di Sua Maestà. Una morte di protesta.
Prima di lui Jan Palach. Prima di Palach, tanti altri.
Cosa rimane insomma, a un uomo impotente di fronte alla totale avversità degli eventi, se non l’atto supremo di ribadire la propria volontà, almeno su sè stesso?
(Difficile a questo punto non pensare agli shaheed, i kamikaze islamici. Ma sarebbe comunque sbagliato farlo. Troppe le differenze nelle premesse e negli esiti dell’atto suicida, troppi i rischi di leggere affinità inesistenti)
Questa ferrea volontà, dicevo, ci fa paura. Ci fa paura perchè martirio significa testimonianza.
E non siamo da tempo più in grado di prenderci tanta responsabilità, o forse non riusciamo a spiegarci come si possa avere oggi tanta forza, tanto coraggio.
A Welby non è consentito di morire. Gli si concede però di vivere male, senza pudore, senza proprietà.
In definitiva non so se Welby sia un martire vivente (nel senso che il suo martirio è vivere), ma la sua trasfigurazione, ai miei occhi, è già iniziata.
Coraggiosamente egli testimonia la sua fede nella società, chiedendoci di fare quello che lui vorrebbe poter fare a sè stesso.
Responsabilità dolorosa.
Credo che il termine esatto sia compassione. Soffrire insieme.
Siamo in grado di essere compassionevoli?
Ecco, forse il problema sta qui.
Questo è il nostro specchio magico.
Da tenere a mente: Smith e Kidnapped.
Mentre noi qui discutiamo sul futuro incerto del marketing non convenzionale (ormai morente), Noam Chomsky finisce nella top ten dei libri più venduti su Amazon grazie a uno spot estemporaneo di Chavez. Incredibile…
Restando in tema, siamo tutti così presi dalle nostre beghe politico-religiose da renderci conto solo marginalmente dell’importanza del nuovo corso politico preso dal continente latinoamericano: Chavez, Morales, Lula, Bachelet…
Sono divisi ma marciano uniti…
In Europa siamo uniti ma marciamo divisi…
Antonio Tombolini spiega perchè ha senso coinvolgere il consumatore in una campagna di marketing solo se si è sicuri della qualità del proprio prodotto.
Può sembrare banale ma non lo è.
Tu già lo sai che l’immigrato senegalese che ti ha fatto il trasloco stamattina, sudando come un animale, e che ora consideri un potenziale pericoloso terrorista islamico (se solo ne avesse la possibilità ti farebbe saltare il culo con un petardo, lo sai), tra trent’anni sarà l’orgoglioso papà di un giovane, rispettabile e stimato medico italiano del tuo paesello (e a te non te ne fregherà più se è islamico o copto o protestante, basta che suo figlio ti curi bene)?
Moltiplica per centomila, per un milione.
Capiterà… E’ già capitato con i terroni, ricordi?
Ah, ti ricordi. Anche tu sei terrone.
Capito.
Allora perchè fai tante storie?
Ora puoi esserlo anche tu, comodamente a casa. Pazzesco.