A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Batman

Batman esiste ed è un ragazzo di colore.

Oro sporco

Appena ricevuta la nuova bolletta per la tassa sui rifiuti.
Circa 220 euro.
Ricevuta venerdì, da pagare entro dopodomani. Potevano aspettare ancora un po’ a spedirmela.
Ma ciò che mi dà da pensare è altro.
Lo scorso anno ho sganciato poco meno di 200 euro, quindi l’aumento è stato di almeno un buon 10%.
Alla fine sono solo 20 euro quindi mica ci muoio dietro… Ma è pur sempre per della rumenta.

Due anni fa si iniziò a Vercelli una sperimentazione di raccolta differenziata casa per casa.
Bene, direte voi. Invece no.
Il rione vercellese oggetto della sperimentazione insorse contro il sindaco di allora.
Sperimantazione troppo astrusa, troppo difficile, troppo impegnativa.
Forse troppo macchinosa anche per l’azienda convenzionata che se ne doveva occupare.
Fatto sta che in poche settimane tutto si fermò, bocciato senza possibilità di recupero.

Oggi Vercelli ha già scelto, insomma, di ignorare una qualsiasi forma di razionalizzazione della gestione dei propri rifiuti.
Noi, in casa, continuiamo ovviamente a fare la raccolta differenziata, anche se io sono convinto che, come nei migliori stacchetti dei Simpsons, i diversi camion carichi di vetro, carta o plastica alla fine facciano tragitti differenti e vadano a scaricare nello stesso posto dove va l’indifferenziata… In ogni caso, vantaggi rispetto alla famiglia accanto che fa un solo sacco di spazzatura comprensivo di vetro e pannolino, neanche l’ombra.
L’attuale sindaco di Vercelli, a parer mio, non ha nemmeno un’ombra di etica e politica ambientale, quindi dorme sonni tranquilli.
I vercellesi pure, perchè in buona parte sono più interessati a protestare per le finanziaria.
Magari poi pagano di meno, conti alla mano, ma intanto tengono il broncio.
Nel frattempo possono star certi di sucarsi il 10% in più di costo dello smaltimento rifiuti (vediamo poi le bollette acqua-luce-gas).

Scherzetto o dolcetto? Facciamo scherzetto.

L’anno scorso, la notte del 31 ottobre, diverse bande di ragazzini fecero casino nelle strade sotto casa fino a tarda notte.
Due di loro, particolarmente babaciu, riuscirono perfino a entrare nel palazzo per finire immediatamente intrappolati nel cortile.
Li liberai subito.

Quest’anno non sarò così clemente.

Superdilemma

E ora che faccio il 2 dicembre?
Mi metto la felpa e vado al Barcamp di Torino o mi metto giacca e cravatta e vado a Roma?
Non so davvero decidermi…

Kakophone

Kakophone è un sito che consente, attraverso un’interfaccia in flash, di creare una suoneria per cellulare totalmente personalizzata.
Si possono scegliere diversi ritmi, modificare tempo, pitch e quantità di note e inserire un codice univoco per generare la propria suoneria.
Trovo però che la feature più carina sia la suoneria basata sul caro vecchio alfabeto morse.

Download: A totanus in the net (MIDI)

Teaser

Cominciamo a ragionarci sopra.

  • L’invenzione del mito del blog.
  • Bonding vs Bridging o Bonding with Bridging?
  • Siamo tutti un po’ Mainstream per qualcuno.
  • I signori della reclame. Davvero tutto ha un prezzo?
  • La lezione di Yunus applicata al micropublishing.

(continua)

Basta che sia ‘roba’ nostra

Giusto per tornare a parlare di facezie (sennò un blog a cosa serve?).
Alle Invasioni Barbariche di stasera è andato in onda un interessante (ma non so quanto attendibile) servizio (più dibattito) sulla sottomissione volontaria della donna italiana al maschio “signore e padrone”.
La tesi è che la donna italiana, una volta raggiunte in molti campi autonomia e emancipazione, scopre di non saper che farsene di tutta questa libertà nel rapporto di coppia e di non avere più una controparte nel modello di maschio metrosexual, effeminato, con orecchino e crema antirughe. Perciò va alla ricerca dell’uomo vero… quello geloso, che la controlla, che la sottomette. Che la fa sentire “amata”, “importante” (così dicono le interessate intervistate). Quel modello di uomo insomma che noi chiamiamo meridionale, ma che tanto assomiglia a quello mediorientale (che però non perdiamo tempo a stigmatizzare).

La donna italiana che sceglie di essere controllata, per sentirsi donna.
Ma che il controllore sia italiano, meridionale e profondamente cattolico. Mi raccomando.

Urca… Penso io, ci deve essere qualcosa che mi sfugge.

Manca solo il famigerato e tanto vituperato hijab… indossato da donne moderne e consenzienti, s’intende.
Si scherza, ovviamente, ma non troppo… Esistono infatti veli tanto invisibili quanto resistenti.

Alfa e Omega

Da Repubblica:

Actual Browser Size

Baekdal pubblica un report molto interessante sulla reale dimensione dei browser utilizzati.
Pur partendo da una base di dati molto bene definita e limitata, si tratta di un’analisi accurata e ben esposta e rappresenta una lettura obbligata per chi si occupa di web/progettazione/usabilità/interfacce/ di mestiere.
Essenziale non mancare la sezione “What size do I need to support?”, tanto per rimarcare che ancora una volta le dimensioni… contano.

Ceto medio

Dice che il ceto medio ci rimette…
Dice che chi guadagna più di 45mila euro l’anno (il ceto medio a questo punto, credo) ci rimette.
Dice che è una vergogna, che si sta un po’ tutti peggio.

Pensa a me, piuttosto!
Io pensavo di essere il ceto medio… E invece manco quello.