Questa sera ho avuto il piacere di scambiare qualche parola su GTalk con Gaspar Torriero.
Abbiamo discusso di pubblicità su Internet. Di pubblicità sui blog.
Ringrazio ancora Gaspar per la preziosa disponibilità a confrontarsi e discutere su questi argomenti. Si tratta di una conversazione che (almeno nelle mie intenzioni) non finisce qua e che vorrei portare avanti fino al 2 dicembre, con lui e con chi eventualmente fosse interessato.
Questi alcuni dei temi che abbiamo toccato (e che sicuramente riprenderemo, ampliandoli, al Barcamp di Torino):
Che senso ha parlare di pubblicità tradizionale su Internet, e la sua presenza è centrale all’esistenza di Internet?
Se Gaspar è convinto che la pubblicità tradizionale (inserzioni, banner, spot) su web sia un errore dovuto alla scarsa conoscenza/padronanza del mezzo e quindi destinata a scomparire nel tempo, io penso invece che sia una conseguenza della contaminazione naturale tra i media e che quindi non sia destinata a scomparire quanto piuttosto a trasformarsi (e quindi a perdere la sua identità originaria).
Ma qual è il ruolo del blogger in questo contesto?
Parere mio. Fino a oggi, con rare eccezioni (e alterni esiti), il blogger medio (mi ci metto pur io), pur avendo a disposizione un piccolo-grande potere rappresentato dalla personale ascendenza nei confronti dei suoi manzoniani 5 lettori, non ha saputo creare un nuovo paradigma nella comunicazione pubblicitaria. Ha svolto piuttosto finora un ruolo passivo (emblematico in questo l’esempio di AdSense, che impone al blogger, sfruttando i suoi contenuti, la promozione di prodotti e servizi sui quali non ha pressochè alcun controllo).
Un potenziale ruolo dei blogger invece potrebbe/dovrebbe essere quello di catalizzatore di questa probabile trasformazione della pubblicità in qualcosa di completamente nuovo.
Qual è il punto debole dell’attuale pubblicità su web?
Un punto debole è sicuramente il fatto che la pubblicità su web non rispetta la natura orizzontale dei blog imponendo la sua logica top-down.
Ma probabilmente la ragione principale della sua futura scomparsa/trasformazione è che è fastidiosamente generica, scarsamente targettizzata. Gaspar cita a questo proposito Winer che utopizza: “io voglio il feed RSS della pubblicità che mi interessa”.
Concordo, ma questo pone un problema forte, ovvero che per avere questi feed, ad esempio, Gaspar dovrebbe fare pubblicità sul suo blog.
E questo non è scontato, se non improbabile.
Ma allora, a che prezzo fare pubblicità sul proprio blog?
Al prezzo della prima metamorfosi, probabilmente.
Da Advertising ad Advising.
Da pubblicità a partecipazione (Gaspar preferisce il termine propaganda).
Siamo già spettatori di diverse declinazioni di questo scenario (da The Deck a Mantellini o SuzukiMaruti).
Tutte queste esperienze hanno in comune il fenomeno, temutissimo dalle tradizionali agenzie di comunicazione, della disintermediazione già descritta da Mafe. Ma se Mafe prende in considerazione nel suo discorso le aziende, io e Gaspar abbiamo osservato per qualche minuto le responsabilita/esigenze dei blogger (che invece sono soprattutto consumatori). Mi sovviene un passaggio di Carlin Petrini che parla del consumatore auspicandone la trasformazione a co-produttore, da utente passivo a attivo promotore del successo di un dato prodotto, servizio, marchio.
Fin qui la mia sintesi (con divagazioni mie postume) della conversazione, che è stata ben più ricca sia di spunti che di conclusioni. Ma si sa… sono pigro e inaffidabile. Per approfondire ci vediamo a Torino (o nei commenti, ovviamente).
Ci sono altri temi sul tavolo che vorrei eviscerare e approfondire, magari in altre occasioni. Ad esempio: la long tail rappresentata dalla sfera d’influenza dei singoli blogger può contrastare la potente short tail delle Corporations?
(to be continued)