Petardi di fine anno
“Addebitare ai governi precedenti le colpe e le responsabilita’ delle proprie azioni e’ un atteggiamento politicamente e moralmente scorretto….” Silvio Berlusconi, 28/12/06.
“Addebitare ai governi precedenti le colpe e le responsabilita’ delle proprie azioni e’ un atteggiamento politicamente e moralmente scorretto….” Silvio Berlusconi, 28/12/06.
L’originale, per quanto atteso, evento si è verificato alle 01.24 antimeridiane.
Carolina ha curato personalmente ogni fase del delicato fenomeno naturale, assistita da Raffaela e Luisa.
Il sottoscritto si è limitato a osservare la bellezza della natura, che si è espressa peraltro magistralmente.
Sempre sul pacemaker di Berlusconi.
Operazione di routine svolta al centro cardiaco di un ospedale di Cleveland.
Una bella dimostrazione di fiducia nella sanità pubblica italiana, non c’è che dire.
E un altro bel messaggio per la popolazione italiana. Era migliore quello di papa Woytila, che aveva un tutto un piano riservato al Policlinico Gemelli.
Del resto aveva già fatto scuola il ministro Bossi il quale, colpito da ictus, andò di filato a farsi curare in Svizzera.
Pacemaker a Berlusconi, angioplastica coronarica per Amato, prostata per Bertinotti.
Siamo messi bene.
Ecco perchè sono un poco stronzo (e anche un po’ babaciu).
Dieci anni fa… Paro trova un pianoforte durante le prove e l’allestimento di uno spettacolo teatrale a Castiglioncello. Io per puro caso ho con me la mia videocamera.
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Da due anni a questa parte il 26 dicembre per me è un giorno importante.
Lo tsunami non si è portato via solo il Paro e Ilaria, ma anche un pezzo importante della mia giovinezza, dove per giovinezza intendo tutto un modo di vivere le relazioni e le amicizie.
Da quando Enrico non c’è più sono cambiate molte cose, davvero molte. Sono stati squarciati diversi veli, su differenti situazioni e persone, così come solo il dolore può fare.
Il dolore, o la mancanza di dolore, infatti ti pone di fronte all’essere umano al naturale, essenziale, privo di orpelli. E in alcuni casi ho potuto vedere che sotto sotto c’è ben poco.
La morte di Enrico e Ilaria, per questa ragione, mi fa male due volte perchè mi ha privato di un’amicizia vera e mi ha mostrato, senza possibilità di recupero, l’inconsistenza di tanti rapporti che credevo solidi e sinceri.
Ma ho sbagliato anche io.
Ho trascorso due anni della mia vita a scrutare soprattutto gli altri. Paura di soffrire, desiderio di conferme.
Ho costruito poco e lasciato che molto si sfasciasse per abbandono.
Ho passato l’ultimo anno sulla riva del fiume, come si dice, a guardare cosa trasportava il fiume e, alla fine, quel che ho visto non mi ha dato soddisfazione.
Non si torna indietro ma si può andare avanti. Si va avanti.
Abbiamo cambiato casa, nel frattempo. Eppure gli oggetti di Enrico, cd-rom, yoyo, video, libri donati o prestati, continuano ad attraversare le nostre giornate.
Li tocco e ogni volta realizzo quanto ancora egli sia presente e vivo.
Chissà cosa direbbe il Buddha, che Paro per un po’ aveva pure seguito, prima di crearsi una via spirituale tutta personale.
Chissà cosa direbbe il Paro, di me, di noi, dei suoi amici.
Per quel che posso ricordare James Brown eccelleva anche nel picchiare le donne.
Il natale in salsa vercellese…
[Da ascoltare]
Stranamente stanotte mi ritrovo ad ascoltare doppiette di canzoni: