A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

Il modo migliore per leggere questo blog, comunque, é abbonarsi al suo feed RSS.

Vivisezione etica

Forse questo paese, dove i vescovi hanno i mezzi
per farsi sentire e lavorano sulla scia di una battaglia vinta, è il
laboratorio o il terreno di incubazione di una controffensiva generale
sui grandi temi globali del neosecolarismo come ideologia guida
dell’occidente.


Da il Foglio

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Ecologia 2.0

Sergio scrive un gran bel post e parla tra le altre cose di un tema a me caro, il disease mongering (definizione in italiano) senza citarlo.
Tornerò sull’argomento, anche perchè era in una slide della mia presentazione andata deserta (e annullata) al barcamp di Torino (grrrr).

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NoCamp: chi non c’è

Inutile dire che vi adoro tutti quanti:

- Gaspar - (foto 1 e 2)
- Beggi
- Tambu
- Fullo
- Eio

Seguono via IM/Twitter/commenti
- Maxime
- Marco Rosella
- Svaroschi
- Dario Salvelli
- Bru

Segnalate pure altre adesioni.

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NoCamp: the day

Il giorno è giunto!
Non c’è bisogno che dica o faccia nulla.
Prendete i vostri post-it, scrivete il titolo del vostro intervento, l’orario e attaccatelo DOVE VOLETE!
Mi raccomando gli interstizi.
E dopo aggiornate il blogroll.

Ricordate: Nessuno spettatore, tutti partecipanti!

Ovviamente il tag per Flickr è NoCamp…

PS. Chi desiderava fare un regalo al sottoscritto, che compie 34 anni proprio oggi, può fare una mini-donazione a 12dicembre.
Soldi impiegati meglio. Grazie di cuore!

PS2. Chiunque avesse deciso di passare comunque in piazza Cavour, domani, faccia che fare un twit. Magari ci si vede!

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Serendipity

Gemma compie oggi un mese.
Non ho intenzione di tenere il conto delle lune in maniera ossessiva. Penso che mi fermerò qui, ma tengo traccia di questo giorno perchè ieri, la piccola belva, per la prima volta, mi ha comunicato qualcosa.
Si tratta di quella particolare comunicazione che sai che sta iniziando in maniera più o meno cosciente, probabilmente casuale.
Una strana posizione della bocca, gli occhi che per un istante si spalancano, un versetto più deciso.
Tu la vorresti coccolare, magari far addormentare. Lei invece ti dice dammi la tua attenzione!
Un giorno accade e i giorni successivi saranno impegnati a ritrovare quell’istante unico, particolare e magico.
Non tornerà, ma questa ricerca impossibile darà vita a migliaia di altri istanti unici e irripetibili.
Inaspettati.

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Lo ’squillino’ convergente

Vorrei condividere alcune ovvietà che negli ultimi giorni mi hanno tenuto la mente impegnata e che riguardano Twitter, così anch’io faccio la mia parte nel tenere vivo il meme occulto che riguarda i twit.
Prima però spiego brevemente, a beneficio di mia mamma, cosa è Twitter.

Twitter è uno dei servizi più in voga, negli ultimi tempi, in rete.
Gli ideatori di Twitter scrivono:

Twitter is a service for telling your friends what you’re doing (and vice-versa).

Io preferisco dire che Twitter è un servizio che consente essenzialmente di fare due cose:

  1. inviare (credo che il verbo inglese to broadcast sia perfetto) brevi informazioni a una lista di abbonati
  2. abbonarsi a un numero indefinito di broadcaster (in questo caso si diventa follower di qualcuno)

Il servizio è gratuito e può essere fruito attraverso il web, servizi di instant messaging e sms su telefono cellulare.

Fin qui tutti d’accordo, credo.

La prima (ovvia) considerazione da fare è che effettivamente il 99% dell’uso di Twitter va nella direzione indicata dai ragazzi di Obvious (!). Twitter viene usato per dire ciò che si sta facendo in quel momento e per restare aggiornati su quello che stanno facendo i propri amici. La quantità di rumore prodotto è quindi gigantesca. Ma qui non mi dilungo, in quanto Mantellini ha già eviscerato il problema a sufficienza. Mi limito a dire che si tratta di un uso largamente prevedibile e, a mio modesto avviso, in buona parte reso obbligatorio dalla struttura dell’applicazione stessa, che non consente di creare gruppi nè di escludere follower a propria discrezione.
E’ l’applicazione a costringere l’utente a un uso quanto più generalista e, si potrebbe pensare in prima battuta, privo d’utilità. E’ solo un giochino, dopotutto.
Forse.

Questo mi porta alla seconda (ovvia) considerazione. Che io sappia (ma smentitemi pure) Twitter è, in realtà, il primo esempio effettivo di convergenza web+mobile.
Escludo dalla lista Blackberry perchè legato a un forte vincolo hardware. Escludo pure Dodgeball, che a meno di cambiamenti dell’ultim’ora non consente notifiche da web. Ed escludo infine anche tutti i servizi che finora hanno consentito la creazione e pubblicazione di contenuti web a partire da dispositivi mobili (es. Flickr, Wordpress, ecc) perchè privi della possibilità di notificare tale pubblicazione ad altri dispositivi mobili.
Twitter è il primo (e unico al momento) strumento che consente di rendere completamente trasparente l’uso di web, IM o SMS per la produzione e la ricezione push di contenuti.

La terza (ovvia) considerazione riguarda appunto la scelta dei canali di distribuzione dei contenuti. Ciò che a un primo sguardo mi era sembrata una ridondanza, ovvero fornire accesso a due canali su internet, è ora ai miei occhi una scelta azzeccata. Offrire canali differenti non significa solo ampliare l’offerta ma anche intercettare abitudini estremamente differenziate nella fruizione quotidiana della rete (manca l’email, ma forse per ragioni legate allo spam e alla mancanza di autenticazione utente per le notifiche).

Quarta (ovvia) considerazione. L’uso dell’sms. La convergenza web+mobile passa attraverso lo strumento se possibile più antiquato della tecnologia mobile. Mentre si parla di protocolli fantasmagorici e futuribili, capaci di farci fare qualsiasi cosa da cellulare, Twitter ci regala un’esperienza totalmente immersiva e convergente in meno di 144 caratteri. E’ una lezione non da poco. Per ogni iPhone o PradaPhone venduti ci saranno in circolazione 100, 1.000, 10.000 telefoni di vecchia generazione con cui non si può fare praticamente nulla, se non appunto telefonare o inviare e ricevere sms.
E’ la lezione di Che Guevara, a ben vedere:

la velocità del plotone non è data dal soldato più veloce ma da quello più lento.

Lezione che, quando viene considerata adeguatamente nella pianificazione di un progetto ITC significa ampliare a dismisura il campo d’azione.

Insomma, conti alla mano, non so se Twitter resterà il servizio divertente e un po’ scemo di questi giorni.
Personalmente credo proprio di no. Così come non credo che Twitter sia mai stato un side project, così come affermano i creatori del servizio. Gli sms costano, i volumi di traffico sono inquietanti anche nel caso più che probabile che siano stati presi accordi ad hoc con le telco. Infine i venture capitalist non finanziano a caso, non più.
In ogni caso la strada ormai è aperta.
La convergenza web+mobile, anche se non era proprio quella che ci aspettavamo, è arrivata.
Assomiglia tanto a uno squillino. Ed è divertente.

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Parliamo di anni ‘80

Prima di fare una catena è meglio pensarci bene. Potresti essere considerato un pericoloso blogger autoreferenziale e nemico della divulgazione della cultura della rete.
Meglio ponderare bene le proprie scelte.
Federico mi chiede cosa resterà dei miei anni ‘80. Vediamo…

I film più anni ‘80
Straniero: WarGames, Gremlins, Sacco a pelo a tre piazze
Italiano: Vacanze di Natale

L’attrice più anni ‘80
Straniera: Phoebe Cates, Daphne Zuniga, Brooke Shields
Italiana: Isabella Ferrari

L’attore più anni ‘80
Straniero: Michael J. Fox, Matthew Broderick, Louis De Funes
Italiano: Jerry Calà

Il Giochino scemo
La palla pazza che strumpallazza

Abbigliamento
L’Henry-Lloyd e le Naj-Oleari

Gli occhiali
I RayBan Olympia

La canzone anni ottanta
On my own - Nikka Costa (midi)

La serie TV
Arnold

Lo spot televisivo
Aranciata S.Pellegrino - La prima volta che ti senti grande

Il Cartone
Tekkamen

L’oggetto tecnologico
Il Sinclair ZX Spectrum

La trasmissione TV
SuperGulp Fumetti in TV (RAI) e Scacciapensieri (TSI)

L’oggetto da arredamento
Il flipper

Il gioco più desiderato e mai avuto
Il Dolce Forno Harbert

La crema da spalmare
Ergo Spalma (con le monete di Asterix e Obelix)

Lo Snack più anni ottanta
Pane e salame (con un po’ di burro)
I gelati Eldorado

… e centinaia di altre cose, ovviamente.
Passo a Micampe… Mi perdoni, ma visto che è il suo compleanno ancora per 40 minuti, gli tocca. E passo pure a Bru e Sergio, tiè.
(Tanto è una catena che fa piacere, credetemi)
Aggiungiamo qualcosa di classico delle vere catene anni ‘80:
Se interrompete questa catena vi viene il pippo piccolo come quando eravate negli anni ‘80!

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Confucio ci fa una pippa

Ed è così che mentre Giosuè mi massaggia una spalla dolorante, ultimo segno degli acciacchi del mio corpo di quasi trentaquattrenne, Carolina mi ammonisce con una sentenza al contempo saggia e inconfutabile:

Non si diventa giovani

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Emanuele Luzzati è morto

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Il grande zoro (la nuova tv)

Quella di Zoro/Excite non è una semplice cronaca del Grande Fratello. E’ un vero programma tv.
Contenuti, struttura, linguaggio.
E’ la nuova tv che bussa alle nostre porte. Ed entra.

Puntate precedenti: Trailer, Puntata 1, Puntata 2.

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