Vorrei condividere alcune ovvietà che negli ultimi giorni mi hanno tenuto la mente impegnata e che riguardano Twitter, così anch’io faccio la mia parte nel tenere vivo il meme occulto che riguarda i twit.
Prima però spiego brevemente, a beneficio di mia mamma, cosa è Twitter.
Twitter è uno dei servizi più in voga, negli ultimi tempi, in rete.
Gli ideatori di Twitter scrivono:
Twitter is a service for telling your friends what you’re doing (and vice-versa).
Io preferisco dire che Twitter è un servizio che consente essenzialmente di fare due cose:
- inviare (credo che il verbo inglese to broadcast sia perfetto) brevi informazioni a una lista di abbonati
- abbonarsi a un numero indefinito di broadcaster (in questo caso si diventa follower di qualcuno)
Il servizio è gratuito e può essere fruito attraverso il web, servizi di instant messaging e sms su telefono cellulare.
Fin qui tutti d’accordo, credo.
La prima (ovvia) considerazione da fare è che effettivamente il 99% dell’uso di Twitter va nella direzione indicata dai ragazzi di Obvious (!). Twitter viene usato per dire ciò che si sta facendo in quel momento e per restare aggiornati su quello che stanno facendo i propri amici. La quantità di rumore prodotto è quindi gigantesca. Ma qui non mi dilungo, in quanto Mantellini ha già eviscerato il problema a sufficienza. Mi limito a dire che si tratta di un uso largamente prevedibile e, a mio modesto avviso, in buona parte reso obbligatorio dalla struttura dell’applicazione stessa, che non consente di creare gruppi nè di escludere follower a propria discrezione.
E’ l’applicazione a costringere l’utente a un uso quanto più generalista e, si potrebbe pensare in prima battuta, privo d’utilità. E’ solo un giochino, dopotutto.
Forse.
Questo mi porta alla seconda (ovvia) considerazione. Che io sappia (ma smentitemi pure) Twitter è, in realtà, il primo esempio effettivo di convergenza web+mobile.
Escludo dalla lista Blackberry perchè legato a un forte vincolo hardware. Escludo pure Dodgeball, che a meno di cambiamenti dell’ultim’ora non consente notifiche da web. Ed escludo infine anche tutti i servizi che finora hanno consentito la creazione e pubblicazione di contenuti web a partire da dispositivi mobili (es. Flickr, Wordpress, ecc) perchè privi della possibilità di notificare tale pubblicazione ad altri dispositivi mobili.
Twitter è il primo (e unico al momento) strumento che consente di rendere completamente trasparente l’uso di web, IM o SMS per la produzione e la ricezione push di contenuti.
La terza (ovvia) considerazione riguarda appunto la scelta dei canali di distribuzione dei contenuti. Ciò che a un primo sguardo mi era sembrata una ridondanza, ovvero fornire accesso a due canali su internet, è ora ai miei occhi una scelta azzeccata. Offrire canali differenti non significa solo ampliare l’offerta ma anche intercettare abitudini estremamente differenziate nella fruizione quotidiana della rete (manca l’email, ma forse per ragioni legate allo spam e alla mancanza di autenticazione utente per le notifiche).
Quarta (ovvia) considerazione. L’uso dell’sms. La convergenza web+mobile passa attraverso lo strumento se possibile più antiquato della tecnologia mobile. Mentre si parla di protocolli fantasmagorici e futuribili, capaci di farci fare qualsiasi cosa da cellulare, Twitter ci regala un’esperienza totalmente immersiva e convergente in meno di 144 caratteri. E’ una lezione non da poco. Per ogni iPhone o PradaPhone venduti ci saranno in circolazione 100, 1.000, 10.000 telefoni di vecchia generazione con cui non si può fare praticamente nulla, se non appunto telefonare o inviare e ricevere sms.
E’ la lezione di Che Guevara, a ben vedere:
la velocità del plotone non è data dal soldato più veloce ma da quello più lento.
Lezione che, quando viene considerata adeguatamente nella pianificazione di un progetto ITC significa ampliare a dismisura il campo d’azione.
Insomma, conti alla mano, non so se Twitter resterà il servizio divertente e un po’ scemo di questi giorni.
Personalmente credo proprio di no. Così come non credo che Twitter sia mai stato un side project, così come affermano i creatori del servizio. Gli sms costano, i volumi di traffico sono inquietanti anche nel caso più che probabile che siano stati presi accordi ad hoc con le telco. Infine i venture capitalist non finanziano a caso, non più.
In ogni caso la strada ormai è aperta.
La convergenza web+mobile, anche se non era proprio quella che ci aspettavamo, è arrivata.
Assomiglia tanto a uno squillino. Ed è divertente.
Technorati Tags: twitter, convergenza, web, mobile