A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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CitizenCamp a distanza

Sofi sta parlando di politica e social network.
E’ come essere lì, ma senza diritto di parola.
La qual cosa ti fa un po’ incazzare. A proposito di cittadinanza digitale.

Rome, season finale

Domenica andrà in onda negli states la season finale di Rome, finora la miglior serie tv che abbia mai visto.
Non ho capito se si tratta solo del finale di stagione o se sia l’ultima puntata in assoluto. Nel secondo caso sarebbe davvero un peccato.

Domani CitizenCamp

Domani ci sarà il CitizenCamp, il barcamp tematico sulla cittadinanza digitale.
Io non riesco a partecipare e la cosa mi spiace un sacco. Tra l’altro è in forse anche la mia partecipazione al rItaliaCamp… Periodo super-concitato.
Per il CitizenCamp faccio un enorme in-bocca-al-lupo ad Antonella e a tutti coloro che lo renderanno, ne sono certo, un *Camp memorabile.
Alla prossima!

Un gran futuro alle spalle

I paraguaiani di Oniria tirano fuori dal cappello questo splendido set di immagini per La Trinidad.
Non c’è niente di più affascinante del tempo che fu.

(via)

Alpine Logistics (ovvero potere totale al tag)

Scrivo raramente dei miei progetti di lavoro ma oggi faccio una piccola eccezione per segnalare la messa online del sito di Alpine Logistics.
La prima ragione di questa eccezione è dovuta al fatto che Julia e Manuel, ovvero il cuore e l’anima di Alpine Logistics, sono due ragazzi estremamente appassionati e competenti e, visto che hanno deciso giustamente di fare del loro amore per la montagna un lavoro, nel mio piccolo sono felice di fare la mia parte per far conoscere loro e la loro start-up.

La seconda ragione è che Alpine Logistics, pur nella sua struttura semplice, è un gioiellino d’integrazione di Flickr, GMaps e Wordpress, in cui è la tassonomia a far la parte del padrone nel classificare e ordinare i contenuti. Leggi il resto del post »

Ipoteticamente

Il pensiero di Matteo Avallone sulla SIAE.

Pubblicità incivile

Carolina mi fa notare l’ultima pubblicità di una nota assicurazione. I protagonisti Ficarra e Picone si avvicinano al bancone e poi uno dice:
“Sono stato operato di calcoli e devo giustificare le spese…”
QUALI SPESE?

Pubblicità dei noti bastoncini di pesce: Uno scolaro deve presentarsi dal preside. Ha un po’ di paura ma poi ripensa agli insegnamenti di CapitanBastoncinoDiPesce e con coraggio apre la porta.
Ma io dico… Per andare dal preside, ragazzuolo mio, devi prima aver combinato qualche bel disastro, no?

La parte abitata del totano nella rete

La parte abitata della rete è un libro scritto bene e che si legge tutto d’un fiato. Leggerlo è un’esperienza strana e piacevole in cui ti sembra che Sergio, con scatto felino e abile mossa, prenda al volo i tuoi pensieri e li metta giù in parole scritte nero su bianco, ma meglio organizzate e come tu non avresti potuto fare.
Insomma, ti fa sentire un pelo inadeguato, ma gliene sei grato.

Sicuramente è stato un lavoro di enorme pazienza, un lavoro da vero divulgatore: rendere semplici e chiari concetti che nella vita di chi lavora con (e per) la rete sono il pane quotidiano ma che, per chi ne è digiuno, possono rappresentare bocconi indigesti, quasi incomprensibili. Invece tutto scorre semplice e fluido.
Inoltre questo libro pone con naturalezza una questione non banale. Ormai è l’utente, inteso come cittadino digitale, a teorizzare prima e a rendere possibile poi, le mutazioni del nostro modo di comunicare. Sembrerà strano ma io me ne sono accorto solo ora, leggendo le sue pagine, e ritrovando in esse i nomi (ma nella mia mente anche i volti e i luoghi), le frasi di persone che ho la fortuna di conoscere e con cui converso quasi quotidianamente da qualche anno.
Bravo Sergio, perchè hai saputo semplificare ma non rendere superficiale. Grazie Sergio, perchè mi hai fatto capire qualcosa in più del mio piccolo pezzo di terra digitale, del mio orticello di bit, del mio stupendo vicinato virtuale.

(E che coccolone, misto a un po’ d’imbarazzo, nel leggere quella nota a pagina 97!)

Link: La parte abitata della rete, Sergio Maistrello

Sto invecchiando?

Quelli di 37Signals hanno lanciato una nuova web application, Highrise.
Io, per la prima volta, non ho capito a cosa serve veramente. Cioè, no, l’ho capito… ma mi sembra scarsamente integrabile con le altre applicazioni del gruppo, spesso è un’inutile duplicazione di feature già presenti in BackPackIt e BaseCamp e troppo costosa nelle sue versioni a pagamento.
Aziende che hanno reale bisogno di un CRM sono di norma orientate verso altri livelli di complessità.
Insomma, utilità reale, almeno per me e almeno al momento, zero.
Forse sono io che sto invecchiando…

Update 23/03/07: A meno di due giorni dal rilascio 37Signals ha modificato sostanzialmente i termini dell’offerta. Anche se i prezzi restano gli stessi migliorano le condizioni dei profili, specialmente per l’account free che diventa minimamente usabile. Ancora una volta quindi Jason & co. dimostrano di avere una particolare sensibilità nei confronti degli utenti finali, nonchè predisposizione al cambiamento come strumento vincente di marketing. Restano invariati invece i miei dubbi sul resto dell’applicazione, ma in questo faccio ancora tempo a cambiare idea.
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Leap girl

Con tutta probabilità questo sarà l’anime culto del prossimo anno in Italia.

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