A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Nobody can tell ya…

Questa è una di quelle sere in cui si passa il tempo a cantare a squarciagola.

A volto scoperto

Cosa succede quando alcuni manifestanti riescono a isolare i black block?
Succede che si scopre che i black block sono in realtà dei poliziotti.
L’avresti mai detto? Dopo i fatti di Genova, di Ferrara, io sì.

(via Suz)

Il nido di SketchIn

Luca fa una cosa molto intelligente, che dovrebbe essere copiata ovunque, specialmente in aziende più grandi.
L’idea di Luca unisce due concetti semplici ma poco diffusi in Italia, quello dell’incubatore e quello del co-working.
Bravo!
Quindi chi ha idee e voglia di lavorare si faccia sotto.

Amo la mia città

La parte migliore del post di Mosquitos sul perchè trascorrere agosto in città è sicuramente il commento di Walrus.
Per questo faccio vacanza a settembre.         

MacOyonee!

Ma guarda un po’ che ti vado a scoprire…

Piramidi moderne

Mi piace questo commento della Polizia Tedesca all’infortunio che ha colpito 11 figuranti durante le risprese di un film che si sta girando a Berlino sul fallito attentato ad Hitler del 1944. «Non c’è niente che suggerisca che qualcuno famoso sia rimasto coinvolto nell’incidente». Ahhh le vere notizie, quelle solide. “Cruise, che nel film interpreta l’attentatore di Hitler, il conte Claus
von Stauffenberg, è stato attaccato da politici e dalla famiglia
Stauffenberg per il suo ruolo a causa della sua appartenenza a
Scientology, considerata una setta dal governo tedesco, e accusato di
essere in Germania per promuovere l’organizzazione religiosa.”

Un sorriso silenzioso

Stanotte ho sognato il Paro.
Nel sogno stavo attraversando la sala di un bar quando ho casualmente incrociato il suo sguardo.
Tra lo stupito e l’arrabbiato gli ho urlato: “Paro, che cazzo ci fai qui?”
Lui mi ha sorriso silenzioso, con un cenno a lui usuale, come se la sua presenza lì fosse la cosa più ovvia e naturale del mondo.
Io ero felice, così felice. Ma al contempo incazzato.
Con tutto quello che aveva fatto passare a suo papà, ai parenti, agli amici.
Per due anni l’avevamo saputo morto e invece, eccolo qua.
Ma Ilaria non era con lui e questo era un aspetto tristemente significativo.

Ci siamo poi appartati in una stanza e lui s’è seduto su un divano.
Non mi guardava negli occhi ma fissava un punto indefinito, oltre il muro.
Allora gli ho chiesto, un po’ preoccupato di irritarlo, ma comunque curioso: “Spiegami, Enrico, cosa è successo davvero. Dove sei stato e perchè sei tornato solo ora?”.
Lui ha sospirato, sospirato lungo, lisciandosi il pizzo. Sembrava pensasse: “Ne ho viste, ne ho fatte di cose…”
Le sue labbra stavano per schiudersi quando, dolcemente, mi sono svegliato, ancora rapito da un’inebetita felicità.

E ci sono voluti alcuni lunghi secondi prima di capire.

Non credo in alcuna vita ultraterrena ma sono felice che sia venuto a trovarmi, ancora una volta.

Di terra bella uguale non ce n’è

Dario vive, studia e lavora da qualche anno a San Francisco. Quando periodicamente torna a Vercelli mi racconta puntuale delle opportunità che qui gli sarebbero negate da un sistema accademico vetusto e clientelare. Vedi alla voce “cervelli in fuga”.

Gigi Tagliapietra sta invece facendo un reportage molto dettagliato del suo viaggio negli Stati Uniti. A tratti sembra che si diverta come un bambino e la sua simpatia è contagiosa. Il suo entusiasmo quasi ti trasporta.

Marco e Cinzia infine a breve si sposeranno e andranno in luna di miele negli States. Ho sentito Marco bello carico, sarà una vacanza emozionante per tanti motivi, ed è giusto che sia così.

Le loro esperienze così sinceramente positive o piene di aspettativa sono per me occasione di una riflessione interiore combattuta.

Guardo la cartina degli USA sulle mappe di Google e mi chiedo come sia possibile che sia la stessa terra che mette a morte un innocente (chissà quanti innocenti), o che deporta chi si batte per i diritti dei diseredati, che consente la straziante morte di un bambino perchè non ha l’assicurazione dentistica.

Certo, nessuna società è immune da iniquità e ingiustizie, e in Italia stiamo tristemente facendo i conti con il dolore delle mille odissee degli immigrati extracomunitari.
Eppure nessun paese come gli USA è stato mai indicato come baluardo dei diritti civili, della libertà e della giustizia.
La terra delle opportunità, delle meraviglie, ma anche quella del terrore, del dolore, della morte.

L’invenzione del mito del resto è un meccanismo ben documentato.

In definitiva, non so esattamente da quando è successo ma ho sviluppato una sorta di idiosincrasia nei confronti di certe situazioni. Sento un forte disagio interiore, una preoccupazione forse irrazionale, quando sento di amici o parenti che partono fiduciosi per paesi in cui non vengono rispettati i diritti civili e umani.

Oltre agli USA, c’è chi va in Turchia, chi in Russia, chi in Indonesia, chi in Cina. I nuovi mercati insomma, non solo del turismo.
Il nostro turismo è solo un aspetto del fatto che accettiamo senza riserve anche altri rapporti.
Di qui a un anno saremo tutti incollati al televisore per guardare le olimpiadi a Pechino. Non è proprio Berlino ‘36, ma un pensiero io l’ho fatto.
Nazioni dove non solo vige la pena di morte ma anche un sistema di regole sociali e giuridiche che è difficile considerare rispettose della Humanitas (intesa come “tutto ciò che è degno dell’uomo e che lo rende civile, innalzandolo sopra la barbarie” - cit.).

Mi interrogo se non sia giusto iniziare a considerare un approccio etico, umano, anche a questo aspetto della mia vita.

BentoYum

Da oggi seguo con gioia il feed RSS di BentoYum, un sito dedicato all’arte tutta nipponica di confezionare stupefacenti cestini da pranzo.
Sono anche indeciso se comprare o meno qualche set. Alcuni sono davvero bellissimi.
Mi si è aperto tutto un mondo.
Penso che sia un link che farà felice anche Dario.

PympMyBlog

Ludo ha iniziato a scrivere un blog management system.
(Attendo impaziente di fare da beta tester)