Vai col contatore delle figurine di M!
Cominciamo a migliorare l’immagine dell’Italia nel mondo…
Perepepperepepè.
(via Troglorete)
Veda di piangersi meno addosso e si faccia una villa, signora mia!
Per inciso, questi due, i Giffels, sono già i miei idoli personali…
In these times of mortgage crisis and credit card debt, of people
living over their heads and losing their homes, it may be instructive
to visit David and Gina Giffels, proud owners of an exquisitely
renovated 1913 Tudor house…
A volte penso al carattere speciale e abbastanza terribile (eufemismo per intrattabile) di Giosuè e mi chiedo se tutto abbia avuto effettivamente origine dal fatto che, durante il travaglio, anzichè ascoltare le classiche musiche ambient-zen, io e Carolina abbiamo cantato a squarciagola Shpalman…
Possibile?

Questa, e altre cover vintage, su Judge a book…

“An indigenous woman holds her child while trying to resist the
advance of Amazonas state policemen who were expelling the woman and
some 200 other members of the Landless Movement from a privately-owned
tract of land on the outskirts of Manaus, in the heart of the Brazilian
Amazon March 11, 2008. The landless peasants tried in vain to resist
the eviction with bows and arrows against police using tear gas and
trained dogs. REUTERS/Luiz Vasconcelos-A Critica/AE (BRAZIL)”.
(via Haha)
Mi son fatto l’idea che il vero vincitore di questa tornata elettorale sia stato, anche nella politica, il credito al consumo.
C’era questa cosa che avevo letto da ragazzino, che non so neppure se sia vera, del resto mica si può sapere tutto.
In definitiva dice che gli atomi che respiriamo restano nell’aria in eterno.
Quello che respiro ora, magari l’aveva respirato secoli fa Michelangelo (che magari dici, figata) o pochi secondi fa la Binetti (Che magari dici, bleah!).
Non mi ricordo bene quale fosse il senso profondo dell’affermazione, ma a me ora serve per dire che, come gli atomi, ci sono delle situazioni che pensi di non respirare (sì, respirare) più e invece, a tradimento, eccole lì.
Ieri sera torno dal lavoro e la trovo in cucina, la situazione, sotto forma di pappetta.
Pandistelle e biscotti Plasmon, sciolti nel tè. Una scodellata temibile.
Ho capito subito tutta la gravità della situazione: Giosuè “ha preparato un dolce” per il dopo cena.
Il dessert.
Questo giusto per dire che se da bambino hai fatto almeno una volta la pappetta per mamma e papà, il contrappasso è sempre in agguato.