A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da
Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di
Dario Barbone.
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Devo dire che, nostro malgrado, la difficoltà maggiore dell’essere genitori (e probabilmente dell’essere genitori di Giosuè in particolare) è sostenere in maniera adeguata la conversazione.
Questa sera, per esempio:
Carolina: - Lo sai, Matteo, che Giosuè mi ha detto di non credere nello spirito di squadra?
Matteo: - Ah, davvero? E come mai?
Giosuè: -E vabbè! Io posso anche non crederci, va bene? Tu non credi in dio, io non credo nello spirito di squadra. Ok?
Carolina: …
Matteo: …
(Che poi non è assolutamente confermato che Giosuè sappia cos’è lo spirito di squadra, ma questo è un dettaglio…)
Quelli di Google sono semplicemente dei piccoli geni del male.
Fanno delle cose molto semplici, molto utili. Saresti un babaciu a non usarle, tanto sono comode.
E sono talmente ben fatte che alla fine non puoi farne a meno.
Nei primi anni hanno realizzato prodotti per chi vive il web come utente: ricerca, gestione dei contenuti, posta, documenti, foto, calendario.
Le ultime tre iniziative (Apps, Doctype e ora, soprattutto, Ajax Libraries API) invece sono dedicate agli sviluppatori, ovvero a chi il web lo crea.
Il modello è questo: usi Google per navigare sul web? userai Google per creare il web. Alla fine non potrai fare a meno, di riffa o di raffa, di usare Google.
Il web sarà Google.
(un bel programma…)
Vi metto a disposizione, se vi fa piacere leggerlo, un articolo uscito a gennaio su Altreconomia (abbonatevi!) riguardante un aspetto sempre poco noto sulle implicazioni dell’adozione dell’energia nucleare.
Trovo sempre molto interessante vedere come tutto sia incredibilmente interconnesso (il famoso effetto farfalla). Il nostro fabbisogno energetico aumenta e così alimentiamo l’industria del nucleare nei paesi in via di sviluppo ma facciamo arricchire solo governi dittatoriali o multinazionali compiacenti. Rifugiati e povera gente di quegli stessi paesi cercano un futuro migliore altrove, magari con viaggi disperati verso l’Europa. Il resto della storia lo conoscete e ha a che fare con la percezione della sicurezza del ricco benestante europeo, indignato se un blackout lo priva dell’aria condizionata in estate…
(Analoga a questa è anche la vicenda della multinazionale francese che controlla la distribuzione d’acqua potabile in alcuni paesi del SudAmerica. Cercherò anche in questo caso del materiale da condividere.)
TG2, ore 13.
Servizio d’apertura: L’Inter ha vinto lo scudetto. I fan sono in delirio.
Secondo servizio: La Roma ha perso lo scudetto: I fan l’hanno presa bene.
Terzo servizio: Agroppi fa un bilancio del campionato di calcio appena concluso.
Ci deve essere sicuramente una spiegazione per quello strano fenomeno che spinge un gran numero di esseri umani a precipitarsi nelle proprie autovetture e dirigersi in centro clacsonando come ossessi, con l’unico risultato di autoimbottigliarsi e autogasarsi in ciclopici ingorghi a croce uncinata.
Ho visto con i miei occhi un pover’uomo scendere dalla sua auto in fondo a un viale, con dietro incolonnate e ferme decine di auto, fare il giro della piazza urlando e sventolando una bandiera, tornare alla macchina e gridare ancora frasi senza senso verso la fila dietro di lui, risalire in macchina e, sgommando, ripartire. Sul sedile dietro, un bambino di 9-10 anni cercava di non farsi riconoscere…
La vita deve essere davvero priva di grosse soddisfazioni…
PS. Forse è il caso di spiegare che certi interrogativi nascono dal fatto che ieri, in bicicletta con Gemma, ho rischiato diverse volte di essere arrotato da esagitati in macchina e motorino (ovviamente in 2 o 3 senza casco). Andassero un po’ a quel paese le soddisfazioni e le priorità soggettive di certi decerebrati…