Agenda (autocritica)
Di cosa vogliamo parlare? Di cosa parliamo?
Dei valori e della nostra identità occidentale (i più fini parlano di radici giudaico-cristiane, ma solo cinquant’anni prima giudaico non l’avrebbero nemmeno considerato).
Dell’omosessualità. Del velo per le donne islamiche (per inciso, compimenti a Rizzo che, intervistato sul fatto della Santanchè minacciata, ha condannato l’episodio affermando che ś, bisogna rispettare i precetti religiosi, ma che si devono rispettare anche le donne. Carolina rideva… “Come no… bisogna rispettare anche i vecchietti, gli animali, le piante…”)
No dài, sul serio. Di cosa vogliamo davvero parlare?
Qual è la nostra agenda di oggi, di domani?
26/10/2006 alle ore 15:32
Parliamo del fatto che le guerre sono sempre contro l’uomo, che è “necessario” che i parlamentari sappiano che il Darfur non è una caramella, che ci sono tanti bambini che muoiono di fame, di dissenteria e di mancanza di cure di base.
Rispetto per la donna? Sì, certo, ma vorrei sapere se chi fa la battaglia contro il velo prova anche un senso di fastidio quando la bellona di turno, Gregoraci forse, ci prende per i fondelli dichiarando, in uno spot pubblicitario, che “ha ceduto”?