A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Alla fermata dei treni

 

C’è un piccolo cancello a fianco della stazione dei treni di Vercelli.
Questo cancello dà direttamente sui binari. Sul binario tronco "Lato Milano", per l’esattezza.
Ogni tanto un pendolare in ritardo tenta il colpo, cercando di aprire la porticina in ferro battuto e sfruttare l’apertura come scorciatoia.

 

O la va’ o la spacca! 

Mi sono sempre chiesto a cosa servisse in realtà quel cancello.
L’altro giorno l’ho scoperto.
Serve ai bambini per guardare i treni che passano.

I bambini adorano i treni. I bambini adorano quel cancello.

A qualsiasi ora del giorno avvicinarsi a quel cancello significa incontrare un bambino o una bambina, accompagnati immancabilmente da un papà, una mamma o un nonno. A piedi o in bicicletta.

Da due a cinque anni di età, varie estrazioni sociali, razze, culture. Uno spettacolo antropologico di prim’ordine. "Papà, arriva il treno?", "Quanto manca?", "Mamma, saluta anche tu!!!", "Luuungo il treenooo!"

Bambini adoranti e genitori rassegnatamente e amorevolmente supini.

Ah, il treno. Il treno è sempre il treno. 

Una risposta a “Alla fermata dei treni”

  1. chiara scrive:

    Gaia affacciata a quel cancello ..rivolta ad un cane che la guardava perplesso ” Babau Babau ..arda arda ..PapĂ papĂ creno (treno ) creno papĂ …arda arda (guarda ) ”
    Noi …presenti !!!!!!

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