Domenica 17 Dicembre

La nuvola è quella dei weblog italiani.
Mi fa un po’ specie definirla blogosfera proprio perchè finalmente abbiamo di fronte una vera e propria ragnatela oppure, forse meglio, una infinità di costellazioni radiali, un po’ come diceva Gaspar:

Matteo, mi spiego meglio. Io non penso che lo strumento blog sia
bottom-up e neanche top-down. Lo vedo piuttosto come una collezione di
insiemi, isole, circoli, insomma come qualcosa di rotondo invece che
piramidale.

Immagino ogni blog al centro di un suo universo liberamente scelto
(questo è molto importante), e quindi immagino tanti universi quanti
sono i blog.

Questi universi possono sovrapporsi, intersecarsi, toccarsi, ma anche ignorarsi, perché no.

Non so se Gaspar, nel veder la mappa per la prima volta a Torino, sia rimasto sbalordito (vado per intuizione) perchè essa ha dato forma alla sua visione o piuttosto perchè, nella sua sostanziale compattezza, smentiva in un sol colpo d’occhio la teoria delle “isole multiple interconnesse” di cui lui è sostenitore convinto.
La nuvola è infatti, o almeno sembra, una sola molto densa in poche zone centrali, più rarefatta agli estremi.

Come leggere questi dati? E’ corretto essere delusi quanto Gaspar?
A mio parere non del tutto. Semplicemente è necessario, come in tutte le cose, definire il contesto.
Innanzitutto la mappa disegnata da Ludo con il prezioso contributo dei suoi editor traccia i confini e le relazioni di un insieme chiuso. Vengono cioè presi in considerazione unicamente i blog (e non solo, ma unicamente quelli in lingua italiana, attivi da più di un mese, con almeno un post pubblicato negli ultimi 6 mesi).
Inoltre essa traccia le conversazioni, ovvero le connessioni tra i blog che nascono all’interno dei post pubblicati.
Si tratta peraltro di una scelta che condivido, ma che esclude le “connessioni stabili” dei blogroll (ma questo è un altro discorso…).

Da queste premesse sulla natura dei dati mi sembra evidente che l’esistenza di un unico ammasso stellare, di una blogstellazione (non è una Babele!), rappresenti un fatto positivo piuttosto che negativo.
Stiamo insomma analizzando un insieme autoreferenziale. Non tanto autoreferenziale perchè fatto di blog, ma perchè le relazioni osservate e mappate sono unicamente quelle interne all’insieme stesso.
Ma pur nella compattezza che ne deriva, la densità delle relazioni suggerisce in primo luogo che esiste una forte dinamica di bridging, ovvero di comunicazione trasversale ai diversi blog. I diversi interessi del singolo blogger spingono a creare relazioni multiple e multidisciplinari, che - per essere funzionali ed efficienti - devono a loro volta prevedere confronto e scambio di informazioni.
I nove link di separazione che rappresentano la massima distanza tra i due blog più opposti tra loro è, a mio parere, una distanza ancora marcata, ma nei prossimi mesi destinata a diminuire. Meno gradi di separazione significa maggiore forza identitaria della costellazione nei confronti di altri insiemi con cui può o deve entrare in relazione (altri sistemi linguistici, altri media, ecc.).
Non si apprezza, almeno in questa parziale fotografia della realtà italiana, l’esistenza di singole forti isole di bonding (la costellazione stessa è oggetto di bonding).
In definitiva la blogstellazione disegnata da Ludo, a mio parere, rappresenta una realtà molto vitale e ben disposta all’interazione, alla competizione e alla serendipità, cosa che, come vedremo più avanti, è alla base di tutti i processi creativi e d’innovazione. Il che è sicuramente positivo.

Scritto da Matteo Balocco il 17 Dicembre 2006 e archiviato in Posted in Magmatica. Per ora . Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.

6 Responses to “Blogstellation: la nuvola creativa”

  1. quasi.dot » Blog Archive » Blogopalla e Mappe Says:

    [...] Mi piace molto l’idea di tracciare le conversazioni e sono (relativamente) cosciente dello sforzo tanti fanno per realizzare questo progetto. I commenti al post di Gaspar sono interessantissimi, come mi pare interessante questo post, che mi e’ comparso nell’aggregatore mentre pensavo a queste righe, e da cui rubero’ il termine blogstellation… [...]

  2. Gaspar Says:

    Grazie Matteo, sei stato molto chiaro.

  3. Boh/orientalia4all.net Says:

    Io l’ho chiamata blogmap, mappa dei blog.

    Cioè, mappa del cielo dei blog. Come ho detto nell’articolo su Nòva.

    Poi Ludovico mi ha fatto togliere il nome, ma l’ho messo nei miei tag.:)

    ciao ciao

    Enrica Garzilli

  4. Blogopalla e Mappe - GiCi Says:

    [...] Mi piace molto l’idea di tracciare le conversazioni e sono (relativamente) cosciente dello sforzo tanti fanno per realizzare questo progetto. I commenti al post di Gaspar sono interessantissimi, come mi pare interessante questo post, che mi e’ comparso nell’aggregatore mentre pensavo a queste righe, e da cui rubero’ il termine blogstellation… [...]

  5. » Del patrimonio e del mainstream » Totanus.net » Blog Archive Says:

    [...] Prendo spunto da un post di Federico Fasce (che in parte mi sento di contestare) per riprendere un paio di concetti che già avevo abbozzato durante le discussioni in coda agli interventi di Mafe e Federico stesso a Milano e di Antonio Sofi a Torino.Con Mafe si discuteva a proposito di user generated entertainment, con Federico di relazioni e interconnessioni, con Antonio di modalità di discussione e interazione.Allora avevo parlato di blogger mainstream, piuttosto che di blogstar, riferendomi a un ben definito gruppo di individui, un gruppo limitato, che ha in gestione un enorme patrimonio di visibilità e credibilità , in parte sicuramente meritato sulla base dei contenuti pubblicati nel corso del tempo, in parte acquisito grazie alla capacità di essere first comers.Questi blogger hanno inoltre un’altra importante e preziosa caratteristica: rappresentano il ponte di cristallo tra la blogstellazione e il mondo fisico dei media e dell’informazione: un fenomeno che nasce in rete, per quanto dirompente, non esiste sul resto dei media (e quindi nel mondo reale) fino a quando non viene ripreso e ripropagato da uno o più di questi blogger. Da quel momento, e solo da allora, è lecito metere in conto possibili servizi sui tg, articoli sui quotidiani o sui settimanali. [...]

  6. Il lamento di Zuck » I miei due citti Says:

    [...] Molte voci si sono interrogate sulla scientificità dello studio. Innanzitutto mettersi d’accordo su cosa intendiamo. Il metodo scientifico si basa sull’osservazione dei fenomeni, sul tentativo di spiegarli con ipotesi, sul definire conseguenze verificabili basate su queste ipotesi e sulla conferma o negazione delle ipotesi sulla base delle verifiche sperimentali effettuate. Lo studio di BlogBabel è prettamente scientifico: osserva un fenomeno che esiste e ne definisce i limiti chiaramente. Anzi, fa di più, con una chiarezza che fa onore, parte dalla definizione di blog (certo, una definizione opinabile) per determinare ciò che è in scope e ciò che è out of scope, escludendo quei siti che si servono delle stesse piattaforme, ma svolgono una funzione diversa dai blog (ad esempio, i siti di template), e mettendo energie preziose in un comitato di approvazione e esclusione dei blog. In poche parole, abbiamo a disposizione dei dati raccolti con precisione, messi lì per tutti noi. Buttiamoci nell’analisi e nella formulazione di ipotesi su questo fenomeno. Perché i blog sono disposti in quella data maniera? Se togliamo dalla mappa un blog importante, che ha tanti link, quanti altri blog spariscono insieme a lui? Se cambio homepage ad un blog, cosa succede? Beh quello lo so già , passa dal posto 400 al 2300… In poche parole, abbiamo dei dati, usiamoli! Non stiamo a discutere sul campione statistico, ne abbiamo per caso uno migliore? A me pare di no. [...]

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