Bottom-Up?

by Matteo Balocco

Rispondo qui ad un commento lasciato da Gaspar Torriero sulla staffetta musicale da me iniziata in Italia. In buona sostanza la staffetta è giunta di nuovo a un membro del primo step da me lanciato, ovvero Mantellini. Il mio dubbio è se ora, ricevuto il testimone da una persona conosciuta, lo raccolga, a differenza di quando l’ho passato io. (Per ora il tipo fa lo snobbone…)

Gaspar mi risponde:

Matteo, ottima iniziativa! Ma l’idea era di passare il bastone a cinque sconosciuti o a cinque amici?
Anch’io, se uno sconosciuto per strada cercasse di mettermi in mano un pezzo di legno, non credo la prenderei benissimo…

La mia replica:

Ciao Gaspar,
ritengo che la questione (anche se non si tratta in realtà di una vera questione) non sia in questi termini. Non ho passato, al di là delle figure retoriche, un bastone, un nudo pezzo di legno, bensì vocaboli che uniti formano periodi di senso compiuto.

Periodi che sono i ferri del mestiere del blogger e per comprendere e condividere i quali non è necessario alcun coinvolgimento diretto, a differenza della confidenza che deve essere data ad uno sconosciuto che porge un oggetto qualsiasi per strada.

Rimaniamo nel campo delle supposizioni, ma è indubbio che il contenuto della staffetta rimanga sostanzialmente invariato sia che lo “spreader”, il propagatore, sia io oppure tu. La differenza allora sta proprio nello spreader, o meglio nel rank che ha nella classifica di popolarità o credibilità presso chi riceve la staffetta, a prescindere dalla bontà del messaggio (tra l’altro, la staffetta – siamo d’accordo, e l’ho scritto in un precedente post – altro non è che una catenona di S.Antonio e io mi sento a metà tra sperimentatore e spammer).

Sfido poi a trovare una pericolosità intrinseca in questa staffetta. Altro non è che un worm scherzoso, una moda effimera più delle 31 songs o di qualsiasi altro virale passato sulla rete, altra volte non solo seguite ma anche sponsorizzate da questi maitre-a-penser della blogosfera.

La vicenda dimostra invece in buona sostanza che i blog, che vengono considerati un rivoluzionario paradigma di comunicazione bottom-up, in realtà così bottom-up non siano, anzi.

Per fare un altra similitudine ti rappresento quella dello stadio in festa… Dalla curva parte una ola, ma la tribuna vip resta seduta, non si scompone per così poco. Ma poi…

A beneficio di chi non lo conosce già, infine, riportoil link allo studio di Casaleggio e Associati sul social network dei blog italiani (via Pecus).
Per inciso, Casaleggio e Associati lo studio dietro al successo strabiliante del blog di Beppe Grillo. Buona lettura.