Che faccio? M’insospettisco?
by Matteo Balocco
Diciamocelo. Le pubblicità TIM sono fondamentalmente delle cagate pazzesche ma hanno un pregio inconfessabile: appassionano.
Infatti ne parliamo male in ogni modo, di continuo, tradendo la nostra insanabile curiosità nei confronti delle vicende della "bbona" di turno e del suo entourage.
Ora è la volta di Adriana, di Diego e di Urbano Persichetti.
Nell’attesa che anche questi splendidi personaggi vengano falciati da un’improvvisa morte da overdose mediatica (che fine ha fatto il detestabile Ettore? Lavori socialmente utili?), desidero esprimere, nel mio piccolo, tutto lo sdegno per la figura di Diego.
Diego è uomo prestante, bello, fisico impeccabile, sportivo e, last but non least, ricco – a giudicare dalla macchina potente, dal fatto che è sempre in vacanza e viaggia di continuo.
Eppure è un amorfo servo della gleba (cito da Elio e le storie tese: "anestetizzato da una stronza"), maldestro corteggiatore ("quattro, quattro, quattro…") che ora si ritrova a pagare una fortuna in cibo per gatti.
Da quando è entrato in scena il vigile Urbano (standing ovation per il creativo che ha partorito questa chicca) poi è passato clamorosamente in secondo piano.
Sarà per il confronto con l’esuberanza dell’italico Persichetti o l’inquietante "gattamortismo" di Adriana ma la cosa che più mi ha sconvolto di Diego (che credevo – ingenuo – essere un prode rappresentante del machismo all’italiana) è che non ha veri "segni particolari" tranne la voce.
LA VOCE!!!
Ma l’avete sentita? Di solito l’inflessione spagnola conferisce sensualità o virilità a chi la usa. In questo caso trasforma Diego in un personaggio da cartone animato, un simpatico orsacchiotto che parla coi ceci in bocca.
Diego!!! Uno scatto d’orgoglio, per cortesia!
Rifila una mazza ferrata in testa a Persichetti, ghermisci Adriana e portala in albergo per una notte "de fuego" (ricordi? "quattro, quattro, quattro…").
Altrimenti sui tuoi gusti che faccio? M’insospettisco?