Definizione
by Matteo Balocco
Compra un taccuino.
Osserva la sua foggia. Pesalo tra le mani. Saggiane la consistenza.
Ora aprilo e sfoglia le pagine bianche.
Il fruscio che ne scaturisce, se avvicini il viso, porta con sè il profumo e il fascino della carta vergine.
Potrà essere qualsiasi cosa. Per un istante potrà esserlo…
Un taccuino bianco è un frammento di perfezione che svanisce con il primo tratto d’inchiostro.
Ora comincia a guardarti attorno, ascolta, annusa, assaggia.
Annota. Una frase, un pensiero, un’immagine.
Osserva. Un vecchio solo, dei bambini sognanti, una statua gioiosa.
Ricorda. Un incontro, un’emozione, un amico.
Poi, se scrivi, man mano che scrivi, ti rendi conto che le tue idee sono sempre in movimento.
Che cambiano.
E tu cambi con loro.
Poi ti rendi conto che occhi diversi ti leggono.
Un’epifania.
Sono occhi vivi, attenti, furbi.
Esiste un mondo là fuori, un mondo intelligente.
E allora scrivi e cominci a parlare, a confrontarti.
E le tue idee intanto sono sempre in movimento.
Cambiano ancora.
E tu cambi con loro.
(Su richiesta di Luca)
Altri pareri di altre persone
certo che quando sei ispirato…
emozionante, evocativa, suggestiva
bella la definizione, bravo tu
Senza parole!
Grandissimo post, forse troppo…
wow
ogni volta che compro un quaderno o un blocco o un moleskine faccio la selezione della penna adatta alla carta, l’inchiostro deve scivolare talmente bene da stare al passo con la mano che segna i pensieri.
Bella quest’ode al quaderno interminabile, o come direbbero i miei connazionali, e-cuaderno… Bravo davvero.