A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Due anni oggi

Da due anni a questa parte il 26 dicembre per me è un giorno importante.
Lo tsunami non si è portato via solo il Paro e Ilaria, ma anche un pezzo importante della mia giovinezza, dove per giovinezza intendo tutto un modo di vivere le relazioni e le amicizie.
Da quando Enrico non c’è più sono cambiate molte cose, davvero molte. Sono stati squarciati diversi veli, su differenti situazioni e persone, così come solo il dolore può fare.
Il dolore, o la mancanza di dolore, infatti ti pone di fronte all’essere umano al naturale, essenziale, privo di orpelli. E in alcuni casi ho potuto vedere che sotto sotto c’è ben poco.
La morte di Enrico e Ilaria, per questa ragione, mi fa male due volte perchè mi ha privato di un’amicizia vera e mi ha mostrato, senza possibilità di recupero, l’inconsistenza di tanti rapporti che credevo solidi e sinceri.

Ma ho sbagliato anche io.
Ho trascorso due anni della mia vita a scrutare soprattutto gli altri. Paura di soffrire, desiderio di conferme.
Ho costruito poco e lasciato che molto si sfasciasse per abbandono.
Ho passato l’ultimo anno sulla riva del fiume, come si dice, a guardare cosa trasportava il fiume e, alla fine, quel che ho visto non mi ha dato soddisfazione.

Non si torna indietro ma si può andare avanti. Si va avanti.

Abbiamo cambiato casa, nel frattempo. Eppure gli oggetti di Enrico, cd-rom, yoyo, video, libri donati o prestati, continuano ad attraversare le nostre giornate.
Li tocco e ogni volta realizzo quanto ancora egli sia presente e vivo.

Chissà cosa direbbe il Buddha, che Paro per un po’ aveva pure seguito, prima di crearsi una via spirituale tutta personale.
Chissà cosa direbbe il Paro, di me, di noi, dei suoi amici.

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