A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Fil rouge

Vercelli, tra le tante chimere che insegue, sogna l’ippodromo, ci credi? Sogna 1400 posti di lavoro per una pista di cavalli a Prarolo. Dice 1400 posti. Esclusi i cavalli. Dice anche, pensa che parcheggione…
Ma forse non si fa.
Consoliamoci.
 
Arriverà il Guggenheim Museum, mica ciufoli. C’è già l’accordo firmato. Dice che arrivano i Dalì, i DeChirico… Metteranno le opere a SanMarco, una chiesa sconsacrata e un po’ diroccata. Era l’ex mercato coperto (e ancora oggi puzza un po’ di formaggio).
Ma forse non si fa.
Consoliamoci.

Consoliamoci perchè in realtà non ci serve nè l’ippodromo nè il Guggenheim. Quello che ci serve veramente lo abbiamo già.
IL MERCATO.
Una cosa che a Vercelli non mancherà mai DAVVERO è il Mercato. In piazza Cavour il martedì e il venerdì.
E poi se dio vuole a maggio c’è la Fiera di Maggio!
La Fiera di Maggio è una tre giorni di mercato dove centinaia di ambulanti vendono cineserie a basso costo. Se chiedi in giro non troverai nessuno a cui stanno simpatici i cinesi. Rubano il lavoro, fanno merce scadente, non sono di Vercelli. Per rafforzare il concetto te lo dicono in dialetto. Spesso il dialetto non è quello vercellese. Però nessuno resiste al fascino del mercato. E nessuno si chiede nemmeno da dove viene quel vestitino a 5 euro.
Se il mercato è per tre giorni, poi, una vera manna dal cielo…
E così anche quest’anno, nonostante la pioggia, la Fiera di Maggio registra il record di affluenza.
La cosa divertente è che nessuno acquista roba cinese dal banco dei cinesi, ma poi tutti aprono il borsello per comprare roba cinese dalle bancarelle degli italiani.
Potenza del marketing?

Ma Vercelli non è solo mercanzia a basso costo, anzi! Vercelli è il crocevia del pensiero contro il fondamentalismo religioso (eh già, noi vercellesi facciamo salotti improvvisati nei bar in piazza, sull’argomento). E non contenti, per ribadire il concetto non troviamo di meglio che invitare Magdi Allam a un convegno con Tarcisio Bertone.
No dico… Magdi Allam, un invasato.
No dico… Tarcis… Vabbè.
A Tarcisio Bertone, che fu - molto intelligentemente - arcivescovo di Vercelli (per qualche ragione ancora la più importante diocesi del Piemonte) solo per il tempo necessario a salire di grado, abbiamo pure dato la cittadinanza onoraria. E un paio di scarpette da calcio (ma che simpatici! E’ vero… lui ha organizzato quel torneo di calcio per soli preti…), che però purtroppo non ha potuto indossare allo stadio perchè nel frattempo c’è stato un incidente.

Eh sì… L’ultimo temporalone infatti si è mangiato un pezzo di stadio. Un po’ di vento ha fatto crollare circa trenta metri di muro perimetrale, quello che confina con i giardini pubblici. Un miracolo che non passasse nessuno di lì.
Lo stadio in questione sarebbe di per sè un vero e proprio monumento allo sport, ma in realtà non è mai stato ristrutturato seriamente (gli interventi effettuati in occasione di Italia ‘90 furono dei veri sgorbi). Aspettiamo che caschi tutto, ma intanto facciamoci giocare la Pro Vercelli e la Pro Belvedere (che fantasia di nomi a Vercelli eh?). Soprattutto facciamoci entrare i tifosi, che talvolta sono un po’ scalmanati.

Questa cosa del muro che crolla mi ricorda un po’ l’Heysel, ma forse sono io che esagero.

Anzi no… mi ricorda un po’ Vercelli.

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