Google Public DNS: things are gonna change

by Matteo Balocco

Google ha appena lanciato il suo servizio di DNS pubblico.
Il servizio di DNS è, in soldoni, un sistema che consente di indirizzare correttamente le comunicazioni tra tutte le macchine connesse in rete. Ciò che consente al vostro browser di visualizzare i contenuti di questo blog, quando digitate www.totanus.net, e non piuttosto quelli del sito Disney (e viceversa).
Ovviamente chi vi fornisce questo servizio conosce e possiede (di fatto) tutte le vostre abitudini di navigazione.
Non solo. Chi controlla un DNS pubblico può influenzare in maniera sensibile l’esperienza di navigazione di un utente, consentedogli o meno l’accesso ai contenuti che richiede.
OpenDns, che in molti avevano salutato anni fa come una liberazione dai servizi DNS dei grandi fornitori di connettività e che poi però hanno anche odiato per la sua fornitura dalla qualità altalenante, sta tremando, perchè vede davanti a sè un probabile ridimensionamento della fetta di questo controllo sugli utenti.
Mi spiace per OpenDns (vedremo che sorte avrà), ma onestamente inizio a essere più preoccupato per me stesso, come utente.
Google ha le dimensioni e la forza per imporre, da sola, un controllo tale da mettere in seria discussione la net neutrality (un principio secondo il quale la rete non debba imporre restrizioni arbitrarie sui singoli nodi connessi e sul loro modo di operare).

Tutte le nuove iniziative di Google sembrano assumere l’aspetto di Grandi Manovre. La parola d’ordine è rendiamo il web più veloce e performante. Nei fatti però impongono lavorano per legare sempre più tutti i vari attori sulla rete ai propri servizi, in maniera omnicomprensiva. Ribadisco che la big picture è google=web=google.