A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Il guru (low cost)

Un sito della catena Blogo desidera rifarsi il look. Il modo meno costoso è chiederlo ai propri lettori, in cambio di qualche spicciolo.

Vi ritenete un guru HTML / CSS ? Volete cimentarvi a ricreare il layout dei nostri blog usando div e CSS al posto dell’attuale layout basato su tabelle ? [...] Le proposte vanno inviate a info@blogo.it entro una settimana dalla data di pubblicazione di questo post. Il premio per la proposta vincente è di 300 €.

Mi spiace davvero che Blogo abbia ceduto in maniera così plateale alla tentazione del "sottocosto". Per carità, non si tratta ancora di asta al ribasso, di dumping… Il compenso per la prestazione è espresso con chiarezza. Come pure le condizioni.
Eppure tutto ha un sapore sgradevole, specialmente se vede come protagonista un player importante del nanopublishing italiano. 

Non sembra che Blogo cerchi una consulenza qualificata, altrimenti si sarebbe rivolta ai professionisti del webdesign sul mercato. E i costi non sono quelli…
Se invece è alla ricerca di nuovi talenti, come sembra e come è anche legittimo, avrebbe avuto più senso organizzare un concorso d’idee e mettere in palio, chessò, un iPod da 300 euro circa.
Anche se il confronto con altre realtà, pur con i distinguo del caso, resta abbastanza penalizzante (consiglio ai giovani talenti di tentare il colpo con TypePad, MT e LiveJournal, piuttosto).
Così invece l’impressione è che si dica: "Ehi, il tuo lavoro - per noi - al massimo vale 300 euro, fatteli bastare".
Il concorso è più in linea con lo spirito di raccogliere materiale a basso costo senza mortificare la professionalità e il valore di chi vi partecipa. Insomma, credo sia stato un passo falso. My two cents…

Spero di sbagliare, ma se le premesse sono queste, se anche chi fa del web il proprio mestiere fa l’occhiolino ai cantinari, beh… qualcosa forse non funziona.

10 risposte a “Il guru (low cost)”

  1. Napolux scrive:

    Concordo in pieno. Il mondo del web italiano è pieno di situazioni di questo genere. Che poi lo faccia anche un’azienda grande come blogo lascia basiti.

  2. Napolux scrive:

    ah, poi si parla di layout per tutti i blog del gruppo… :(

  3. ludo scrive:

    Mah, fare una conversione di un layout esistente da tabelle a HTML semantico+CSS è un’operazione abbastanza banale. Non scomoderei consulenze qualificate o web agency (tra l’altro dietro Blogo ce n’è una).

    Sono invece abbastanza d’accordo con te Matteo sulle modalità con cui è stata presentata l’operazione: io avrei puntato su gadget premio e pubblicazione del nome/link dell’autore sul layout.

  4. Matteo Balocco scrive:

    Ludo, se si tratta di una conversione è un conto. Se si tratta di un redesign, invece, non è mai banale. Veerle insegna.
    Forse ho letto male (ho voluto leggere male? ;))
    Il punto cmq resta.
    Ciao

  5. ludo scrive:

    Matteo, magari un po’ più di noi “leggessero male” i post altrui, la blogosfera italiana avrebbe un po’ meno trenini plaudenti e un po’ più di discussioni. :)

    Nel commento precedente ho dimenticato il disclaimer: non ho niente a che fare con Blogo da circa un anno.

  6. Luca Lizzeri scrive:

    Mi sembrava fosse abbastanza chiaro: “ricreare il layout dei nostri blog usando <div> e CSS al posto dell’attuale layout basato su tabelle ? …. 2. Coerenza con il template originale (usando Autoblog.it come base: font, colori, dimensioni, ecc, salvo i bug!);”

    Mi spiace se c’è stato un equivoco, ma è ovvio che un “redesign” varrebbe un bel po’ di più di una pedissequa “translation” da un table-based layout a un mark-up più in linea con l’ortodossia attuale. Come dimostrano le prime entries in arrivo, questa è un operazione che richiede 3-4 ore per un coder in gamba.

  7. Tom scrive:

    Quando ho letto l’annuncio, ci ho pensato un pò, ma la voglia di cimentarmi nel lavoro se n’è andata abbastanza in fretta.

    Concordo che un altro tipo di “ricompensa” non ci sarebbe stata male, soprattutto la pubblicazione del nome dell’autore, o un riconoscimento permanente all’interno dei blog.

    Del resto chi si cimenterà in un lavoro del genere probabilmente non lo farà per i 300€ ma per ottenere un pò di visibilità .

  8. Matteo Balocco scrive:

    Grazie Luca per la precisazione. Il dubbio su come l’opportunità sia stata presentata mi rimane.

  9. Riccardo scrive:

    Avete mai pensato che l’esempio più eclatante di Crowdsourcing è lo sviluppo di Linux.
    No ???
    Mettetevi nei panni di HP o IBM e poi ne possiamo parlare :-))

    Saluti

  10. Matteo Balocco scrive:

    Riccardo, bel tentativo.
    La risposta è NO!
    Le aziende che applicano il reclutamento multiplo e sottocosto su web non rilasciano di norma queste produzioni con licenze open.
    Forse ti confondi…
    Crowd Source != Open Source

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