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	<title>Commenti a: La coda lunga</title>
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		<title>Di: SigmaLab &#187; Blog Archive &#187; La coda lunga</title>
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		<dc:creator>SigmaLab &#187; Blog Archive &#187; La coda lunga</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 11:11:17 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Sebbe sul web se parli già da tantissimo tempo, ho pensato cmq. di postare un pò di risorse al riguardo; a cominciare dalla definizione su wikipedia, a questo post a questo video del barcamp con relativo podcast. Bookmark to: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Sebbe sul web se parli già da tantissimo tempo, ho pensato cmq. di postare un pò di risorse al riguardo; a cominciare dalla definizione su wikipedia, a questo post a questo video del barcamp con relativo podcast. Bookmark to: [...]</p>
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		<title>Di: Mirco</title>
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		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2007 20:26:38 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema della scuola pubblica è chi decide che cosa è gratuito e cosa è obbligatorio.
Ad esempio, con l&#039;Università pubblica si è fatto si che le classi più abbienti risparmiassero i soldi per la retta (pagati dalla collettività e quindi anche dalle classi più povere), mentre molti altri costi sono stati mantenuti proprio per rendere difficile alle persone più povere di accedere all&#039;istruzione universitaria.
Idem con le scuole elementari, medie e superiori (o come si chiamano adesso). La prima cosa da tenere conto è che gli insegnanti non lavorano per le famiglie che mandano i figli ad imparare da loro, ma per lo stato e il suo apparato burocratico. Quindi rispondono prima alla burocrazia e quasi mai ai genitori (si ce ne sono di bravi insegnanti, non è in discussione questo fatto).
Il sistema migliore è quello che ha gli insegnanti alle dipendenze del comune, della circoscrizione o dei genitori stessi. In questo modo sarebbero molto più responsabilizzati. Ovviamente questo implica che i genitori abbiano modo di spendere il denaro per l&#039;istruzione dei loro figli in modo non vincolato. Ed ovviamente implica che i titoli di studio non dovrebbero avere valore legale. Ci dovrebbe essere un sistema nazionale ( o privato ) che certifichi la preparazione delle singole persone nelle singole materie, indipendentemente da dove e quando hanno studiato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema della scuola pubblica è chi decide che cosa è gratuito e cosa è obbligatorio.<br />
Ad esempio, con l&#8217;Università pubblica si è fatto si che le classi più abbienti risparmiassero i soldi per la retta (pagati dalla collettività e quindi anche dalle classi più povere), mentre molti altri costi sono stati mantenuti proprio per rendere difficile alle persone più povere di accedere all&#8217;istruzione universitaria.<br />
Idem con le scuole elementari, medie e superiori (o come si chiamano adesso). La prima cosa da tenere conto è che gli insegnanti non lavorano per le famiglie che mandano i figli ad imparare da loro, ma per lo stato e il suo apparato burocratico. Quindi rispondono prima alla burocrazia e quasi mai ai genitori (si ce ne sono di bravi insegnanti, non è in discussione questo fatto).<br />
Il sistema migliore è quello che ha gli insegnanti alle dipendenze del comune, della circoscrizione o dei genitori stessi. In questo modo sarebbero molto più responsabilizzati. Ovviamente questo implica che i genitori abbiano modo di spendere il denaro per l&#8217;istruzione dei loro figli in modo non vincolato. Ed ovviamente implica che i titoli di studio non dovrebbero avere valore legale. Ci dovrebbe essere un sistema nazionale ( o privato ) che certifichi la preparazione delle singole persone nelle singole materie, indipendentemente da dove e quando hanno studiato.</p>
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