A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Lanciare il sasso, ma con la mano in tasca

Fermo restando che considero pregevoli alcune cose fatte a suo tempo da PaulTheWineGuy (e spero che tiri fuori dal cilindro presto altre chicche degne della sua bravura), io credo che gli spunti critici di questo suo post possano anche essere buoni (e in parte anche pongano dei giusti interrogativi, da eviscerare, ampliare, certo), ma se non so chi li scrive davvero, e dove si posiziona il suo autore nel contesto e nel vissuto reale, il loro valore si dimezza, se non si annulla.
Le parole sono importanti, ma è importante soprattutto chi le dice, e dove. Così come è importante sapere a chi si risponde.
PaulTheWineGuy usa una posizione troppo privilegiata, quella dell’anonimato, per fare analisi critiche sull’operato altrui.
E purtroppo lo sta facendo ormai con una certa frequenza.

2 risposte a “Lanciare il sasso, ma con la mano in tasca”

  1. Fabrizio scrive:

    Cosa cambierebbe se invece che Paul si firmasse mario rossi?

  2. totanus scrive:

    Fabrizio, siamo nella sfera del giudizio personale, ovviamente. Ho espresso solo un mio parere.

    Cosa cambierebbe, mi chiedi. Poca cosa, credo.
    Per esempio la mia considerazione per ciò che ha scritto, dal momento che la sua opinione avrebbe una paternità riconoscibile (sempre che il suo nome poi sia effettivamente “Mario Rossi”).

    La stessa frase ha valori profondamente diversi a seconda di dove venga detta o scritta, da chi la dice o scrive, di quando…
    Ciò vale in tutti i contesti e in tutte le comunità, per le grandi personalità come per noi piccole formichine con il nostro piccolo megafono. Dichiarare qualcosa significa prendere atto della responsabilità che quella dichiarazione rappresenta di fronte ai destinatari.

    Non so se l’anonimato in rete sia davvero un valore da difendere. Per ora sospendo il giudizio. Probabilmente ci sono delle situazioni in cui è giusto che sia garantito.

    Sicuramente non in questo contesto.
    Di certo non in questo blog, per quel che vale.

    Anche per questa ragione il commento che PTWG ha inviato in risposta a questo post resterà in coda di moderazione (abbiamo cmq proseguito la corrispondenza in via privata, senza troppa fortuna purtroppo).

    Nulla contro di lui personalmente, semplicemente non condivido la visione per cui posso permettermi di criticare qualcuno, qualcosa, senza che si sappia che mi chiamo Matteo Balocco.

    Spero di averti chiarito.

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