Le parole contano
Un capitolo della mia tesi di laurea sul rapporto tra storia, contesto storico e letteratura verteva sull’analisi computazionale del testo di un romanzo di Pratolini.
Ricordo bene le ore passate su software di analisi testuale come TACT e NotaBene, rigorosamente sotto DOS, per creare contesti di analisi, normalizzazione dei testi, conteggio delle occorrenze. Ah, professor Ricciardi, herr professor, quanto tempo è passato?
Comunque sia, ormai so che valore dare al crudo conteggio delle occorrenze dei termini. Come sempre è il contesto a definirne il reale peso, quindi qualsiasi tesi è molto aleatoria se supportata solo da freddi numeri.
Eppure non riesco a non dare importanza alla rapida analisi fatta dal settimanale Vita al programma di 281 pagine dell’Unione. 281 pagine in cui compaiono le seguenti parole (tra parentesi le occorrenze):
Diritti (200), Doveri (5)
Regioni (120), Stato (100), Enti Locali (50), Comuni (42), Comunità (25)
Welfare (18) ONG (1), Associazionismo (7), Volontariato (8), non-profit (4)
Trovo che per quanto sia un insignificante gioco, faccia almeno un po’ riflettere.
Sarà poco e deludente? E’ comunque qualcosa.
Dal centrodestra per ora invece, sul programma, un imbarazzante silenzio. Dicono che sarà la naturale evoluzione di quanto fatto in cinque anni di legislatura.
Appunto.