O tempora o mores!
Mal sopporto l’abitudine che si è creata di organizzare feste di compleanno dei bambini presso luoghi come McDonald’s, Spizzico e compagnia bella.
In primo luogo sono luoghi sciatti e spesso sporchi e dove il gioco è subordinato all’acquisto di una quota pasto.
I bambini poi tendono a indentificare l’evento festoso con il luogo e non con il contesto d’amicizia e di condivisione con i propri compagni.
Vogliamo la vita semplice, noi genitori, e perciò compriamo quote di pizza in cambio di quote di regalo, e noleggiamo alla multinazionale di turno spazi totalmente estranei alla nostra vita familiare, per non riordinare o fare qualche panino al latte imbottito. O rischiare che si rompa un pezzo della collezione Thun. O rischiare che altre mamme vedano in che casa viviamo.
Certo, a meno che tu non abbia villozzo con giardno. A quel punto sarebbe un peccato non sfoggiarlo.
E così noleggiamo anche il buon senso… e prende forma, quasi naturalmente, il fenomeno della lista compleanno.
Si fa la festa e si va al centro commerciale. Il bambino sceglie un regalo, di norma una game console (Psp, Wii, Ps3…), e poi si determinano le quote.
Una classe d’asilo, una ventina di bambini, un paio di feste al mese… Pizza, quota, playstation.
Meglio non sollevare questioni, fai la figura del pitocco o di quello che non vuol fare divertire i bambini. O peggio.
Comunque dello stronzo.
Ma tutto questo ci va un sacco bene.
PS. A onor del vero e per correttezza di cronaca tutto lo sbattimento su feste e festicciole dei bimbi se lo suca Carolina. Ma io non resto insensibile, anche perchè mi salvo solo per motivi di orario lavorativo.
8/05/2008 alle ore 15:19
non ho una villa, ma un terrazzino celo. E non vedo l’ora di giocarci a pallone