Pari opportunità

by Matteo Balocco

Leggo dai 12 punti per l’Italia, documento vagamente cerchiobottista:

Quinto: investire sul lavoro delle donne. Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale. Vogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Più donne occupate significa infatti più crescita, più nascite (come dimostra l’esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà.

Si tratta di parole vuote, purtroppo. Cosa vorrebbero fare infatti, i signori del PD, per rompere il tetto di vetro, non c’è scritto.
Forse mancano le idee?

Al liceo se scrivevo un bel temino ma senza metterci qualcosa d’interessante pigliavo un 5/6 per l’impegno.

Il governo appena caduto è stato capace, in questi due anni scarsi, come aiuto alle famiglie, di estendere il congedo parentale ai nonni. AI NONNI????
Ma che caspita vuol dire?
Una cosa stupida e ridicola in un paese dove i padri in media non prendono nemmeno una settimana di congedo per stare con i propri figli appena nati.
Si giocano le ferie, piuttosto. Vanno in malattia, spesso.

Questo era quanto fatto dal ministero retto dalla Bindi fino a qualche settimana fa.

Parlare di parità tra uomo e donna, nel lavoro, vorrebbe dire piuttosto estendere l’obbligo di astensione dal lavoro anche per i padri, per un periodo analogo a quello delle donne.
Diventi padre? Bene, stai a casa per tot mesi. Non per scelta. Per dovere. Proprio come fanno le mamme.
Scegli tu quando. Durante, dopo il periodo di maternità della tua moglie o compagna, fa lo stesso.
Ma stai a casa.
Stai con il tuo piccolo nuovo arrivato, impari a conoscerlo, aiuti in casa… Fai cose, vedi gente… Vai a comprare le pasterelle da quel pasticciere trozkista…

Vuoi investire davvero sul lavoro delle donne?
Dona loro una reale parità di fronte al datore di lavoro, per iniziare.
Ai colloqui di lavoro ci saranno meno pregiudizi e meno domande del tipo E’ sposata? Ha intenzione di far figli?

Sì lo so, è FANTASCIENZA!

(del resto è un’idea di Carolina)