Per Davvero?

Quello che mi turba maggiormente nel simbolo del nuovo Partito Democratico è la mancanza del simbolo.
L’unico riferimento iconografico è il vetusto ulivo, che non si ha il coraggio di abbandonare definitivamente forse solo per ragioni legate alla mnemonica del voto.
La forza evocativa della bandiera di FI è lontana anni luce, spiace dirlo, mentre è ben chiaro il tentativo di scimmiottarla.
Altrettanto evidente e solenne, invece, il vuoto bianco della D. E’ il bianco della bandiera, direte voi.
Io lo considero un lapsus.
Grosso come una casa.
Significativo e rivelatorio.
Cosa significa democratico? Cosa connota? Quali immagini, quali valori si collegano visivamente alla parola democratico?
Non lo sanno neppure loro.
E la D scompare.
Puff!
Insomma, se un committente chiede al talento altrui la soluzione alla propria crisi d’identità, senza avere reali punti di riferimento, senza il coraggio cioè di osare sul potere evocativo dei propri valori, se cerca di costruirsi da poco più che zero… poco più che zero otterrà.
25/11/2007 alle ore 19:50
Non mi piace più questa politica, non mi piace la destra (è ovvio), non mi piace il centro e nemmeno la sinistra. Non mi piacciono più Ballarò, l’Infedele e nemmeno tanto Santoro…Per fortuna mi piace ancora Napolitano, speriamo regga! E allora? Forse c’è un’età per il qualunquismo consapevole: credo di esserci arrivata. Mi viene in mente Palazzeschi: lasciatemi divertire!