Piggy Bank
Uno dei sogni di Tim Berners-Lee, l’inventore del web come oggi lo conosciamo, è quello di un mondo dove le informazioni si auto-organizzano secono schemi predefiniti e corrono in aiuto delle persone al momento opportuno.
Ciò dovrebbe essere possibile attraverso una "rete semantica" e browsers capaci di leggere, interpretare e manipolare i dati in essa contenuti.
Se avessi bisogno di andare a Roma da Vercelli, per esempio, un’AI (Artificial Intelligence) adeguatamente istruita mi fornirebbe non solo i dati di treni, bus navette e voli aerei, ma verificherebbe i miei impegni pregressi sulla mia agenda condivisa, cambiandoli se necessario, e infine comprerebbe i relativi biglietti secondo le mie preferenze (di linee aeree, costo complessivo, servizio di collegamenti).
L’argomento è tanto affascinante quanto esoterico, specialmente per il salto quantico che comporta il passaggio tra dati organizzati per la lettura umana e dati organizzati per la lettura da parte di "agenti artificiali".
Per questo trovo particolarmente prezioso il contributo portato da PiggyBank, un’estensione per Firefox creata all’interno del progetto Simile del MIT.
Attraverso PiggyBank è possibile creare una banca dati semantica sulla base della propria navigazione web quotidiana, sfruttando eventuali documenti RDF o i più frequenti feed RSS collegati.
Una volta immagazzinati i dati secondo le nostre preferenze memorizzate in cosiddetti "screen scrapers", è possibile collegarli tra loro e, volendo, visualizzarli geograficamente attraverso l’integrazione con Google Maps.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma PiggyBank ha l’indubbio pregio di indicare la direzione da seguire.
E lo fa per l’utente tecnologico medio.
Al progetto Simile lavora anche un italiano (uno dei tanti "cervelli in fuga"), Stefano Mazzocchi, il quale ha appena finito di lavorare a Solvent, un tool che semplifica la creazione degli Screen Scrapers. Complimenti!