Primo soccorso
by Matteo Balocco
Sono di ritorno dalla seconda lezione del corso aziendale di primo soccorso.
Manca ancora una lezione, la prova pratica e il test scritto finale.
Fin da ora però posso dire di aver imparato cose importanti e chiarito altre che già conoscevo ma solo istintivamente.
Il corso di primo soccorso non è niente di speciale, in realtà. Non ha la pretesa di trasformare una persona in un infermiere.
Si chiama primo soccorso e non pronto soccorso, infatti… Non per questo vengono spiegate banalità.
Qual è la prima cosa da fare quando si soccorre un infortutanto? In quali casi si sposta un infortunato? Come si fa (e quando si fa) un massaggio cardiaco? Quando si può interrompere e perchè?
In un modo o nell’altro avrei dato risposte sbagliate, solo una settimana fa.
Mi chiedo per quale ragione queste nozioni di base, importantissime non solo in ambito aziendale ma in qualsiasi momento della nostra vita di cittadini, genitori, amici, non siano in realtà oggetto di un apposito corso di educazione nelle scuole.
Altri pareri di altre persone
Sono corsi utilissimi. Io l’avevo fatto al Policlinico a Milano quando avevo 13 anni, anche se per fortuna non mi è mai servito. Almeno non fino a quando ho fatto un anno di servizio civile in ambulanza, dove impari le stesse cose in maniera un po’ più approfondita, e soprattutto le devi mettere in pratica, ogni giorno, nelle situazioni più pazzesche.
Se hai una sera la settimana da dedicare al prossimo, il passo successivo è appunto fare il volontario in una delle tante croci. Esperienza insostituibile, occasione per fare un po’ di bene a qualcuno che sta male (a volte qualche parola di conforto fa veramente la differenza), e un modo unico per conoscere realtà che non vedresti mai altrimenti.
Che bello, leggere queste parole! Ho fatto per anni i corsi 626 nelle aziende, e la maggior parte delle persone era lì solo per evitare qualche ora di lavoro, e non aveva nessuna voglia di mettersi in gioco.
Ottimo!