A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Riprendere il controllo di sè stessi

Un articolo di Thomas Baekdal sancisce, almeno per me, l’inizio della fine del web 2.0.

Chi ha, alla fine, il controllo sulle mie informazioni, sui miei contenuti?
Si tratta di me o piuttosto delle mie istanze declinate su LinkedIn, Feedburner, Flickr e compagnia bella?

Probabilmente questi social network sono ottimi prodotti e credo che continuerò a utilizzarli in ambito professionale, nell’architettura informativa di determinati progetti.
Comincerò però a smantellare quello che nei fatti è stato un outsourcing della mia identità digitale.

Pertanto siete avvisati: a partire dal 30 gennaio 2008 il feed rss http://feeds.feedburner.com/totanus/ verrà dismesso e non conterrà più gli aggiornamenti di questo blog.
Vi invito a cambiare fin d’ora il riferimento al mio feed nel vostro reader riportandolo all’originario http://www.totanus.net/feed/

14 risposte a “Riprendere il controllo di sè stessi”

  1. Luca scrive:

    Sicuro della scelta, meditata? Capisco l’esigenza del controllo ma non la scelta finale.

    Baekdal dice che uno dei motivi è avere il controllo, tenendo tutto sul proprio sito, come se questo venisse letto solo da chi lo conosce… e i motori di ricerca? La sua affermazione implica che userà un robot.txt per non essere indicizzato?

    Ciò non toglie che qualche “non amico” possa comunque seguire il sito (e la parte personale) se non è protetta da password. Mi sembra un po’ paranoico, con una soluzione che non risponde all’esigenza.

  2. Alessandro scrive:

    Questo e’ certamente un punto di vista molto interessante oltre che una iniziativa piuttosto radicale.

    Un punto da sviluppare ulteriormente e’ quello della rappresentazione digitale del se’ utilizzando servizi sociali sul web. Quanto dista la rappresentazione digitale dal proprio essere nel mondo reale?

    Non mi e’ chiaro se intendi eliminare queste informazioni o se intendi solo eliminare la mediazione.

    Ad ogni modo mi hai dato un spunto sul quale riflettere.

  3. matteo.balocco scrive:

    Intendo eliminare, o almeno ridurre, la mediazione.

  4. Gaspar scrive:

    “ridurre la mediazione”: mi piace! E ho sempre usato il feed del tuo blog, mai quello di feedburner.

  5. matteo.balocco scrive:

    Gaspar, non avevo dubbi sul tuo conto :)

  6. matteo.balocco scrive:

    Il processo che mi prenderà più tempo, fatica ed energie sarà migrare da gmail, ma farò anche quello.

  7. Adults pretending to be teenagers scrive:

    [...] Vi segnalo, via totanus, un buon pezzo che spiega bene le ragioni per cui anche io, pur avendo un account un po’ su tutti i social network esistenti, in realtà non ne uso seriamente nessuno (a parte Flickr, sebbene parte delle foto non sia pubblica, e un po’ di cazzeggio su Twitter, che è però chiuso e dove, in linea di massima, hanno accesso solo le persone che conosco per davvero e pochissimi altri): [...]

  8. Luca scrive:

    Mi sembrava di aver commentato ma evidentemente deve essersi perso per strada (o ho le allucinazioni, cosa da non escludere).

    Comprendo la preoccupazione ma non la soluzione. Alcune piattaforme non sono solo un deposito ma anche una piattaforma di condivisione. Per le foto ad esempio, se le togli da Flickr e chiudi l’account, tenendole solo sul blog, perdi una occasione di condivisione importante.

    In ogni piattaforma decidi tu cosa comunicare di te stesso. Perché dici di perdere il controllo? Qual’è l’alternativa? Tenersi tutto sul proprio dominio? Se è aperto ai motori di ricerca, Google dissemina comunque, anche con meno controllo da parte tua, non credi?

    Meriterebbe una discussione pubblica questa tua decisione, perché son sicuro che è la punta dell’iceberg dell’insoddisfazione di chi è da tempo immerso nel brodo del Web 2.0.

    Scusa se l’ho fatta lunga. Prima o poi ci faccio un post.

  9. theo scrive:

    Capisco FaceBook e affini, meno feedburner e ancora meno gmail…
    cmq ti seguo anche io dal feed del blog :)

  10. Mitì scrive:

    Premesso che aborro twitter, non ho mai usato flickr, ignoro l’uso di facebùc, gmail la uso solo per le m.list…Mi spieghi per favore perché feedburner non va bene? Mi sto spaventando…:-*

  11. Casual.info.in.a.bottle » Blog Archive » Identita’ digitale, un annoso dilemma… scrive:

    [...] Totanus ha scritto dei gran bei posts: -> Riprendere il controllo di sè stessi -> I’m not evil [...]

  12. Gianni scrive:

    hmmm, le soluzioni autarchiche mi lasciano da sempre perplesso; sarebbe bello però che avessimo (tutti, intendo) ben chiari i confini di ciò che rappresenta la nostra identità. Il recente scazzo tra Facebook e Scoble dimostra che così non è.

    Dopodiché penso che ogni forma di intermediazione sia un contratto che ciascuno può accettare o no. Personalmente di feedburner non ho mai percepito il valore aggiunto, di GMail sì; di Facebook no, di LinkedIn sì, di Twitter no, di Picasa o YouTube sì, di Disqus pensavo di averlo capito e forse mi sono sbagliato, come di Pownce e così via.

    Comunque, dato che alla base di tutto c’è la voglia / bisogno / desiderio di condividere noi stessi (o parti di) e dato che dal sostrato tecnologico si parte, secondo me si finirà a qualcosa di questo tipo:
    http://www.pleon.it/web/blogs/geektalk.nsf/dx/2310200713.20.25GCAFBC.htm

  13. Rileggere i vecchi post | A totanus in the net scrive:

    [...] questa faccenda se ne era già parlato qui e qui.La scelta che presi allora mi sembra ancora più sensata, [...]

  14. Rileggere i vecchi post | A totanus in the net scrive:

    [...] questa faccenda se ne era già parlato qui e qui.La scelta che presi allora mi sembra ancora più sensata, [...]

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