Sentirsi una parte del tutto

by Matteo Balocco

Ieri sera sono stato insieme alla famiglia e ad alcuni amici a Moncalvo, per ascoltare Eugenio Finardi.
Non lo ascolto spesso, ma tutte le volte che ho modo di assistere a un suo spettacolo dal vivo mi stupisco della sua capacità di entrare in sintonia con i miei sentimenti e dare voce, una voce pacata e serena ma decisa, alle mie emozioni.
Ieri sera, per esempio, ha aperto il concerto con Voglio, una canzone che recita così:

E voglio una donna che si faccia rispettare
Per le cose che sa fare
Che mi sia compagna ed amica
Con cui dividere la vita

E voglio un figlio che mi faccia ricordare
Quanto é importante giocare
Giocare non per perder tempo ma
Giocare per crescere dentro

E voglio che lui cresca in un paese di pace
dove si ascolta quel che la gente dice
Dove si sia capaci di capire
Quando é il momento di cambiare cambiare

E voglio essere come tutti gli altri e delle Cose sentirmi una parte
E voglio essere come tutti gli altri e della Vita sentirmi una parte
E voglio essere come tutti gli altri e del Futuro sentirmi una parte
E voglio essere come tutti gli altri e di Voi tutti sentirmi una parte….

Forse dirò un’enormità, ma mi ha fatto strano sentire parole come queste ieri sera, in una piazza di quest’Italia di oggi, in cui l’attenzione è tutta rivolta a sè stessi, dove la relazione con la diversità e la differenza spesso e volentieri si esplicita in negazione, rifiuto e violenza.
Alla fine in queste parole mi ci riconosco ancora e sentire dire in pubblico, almeno per me, è stato un balsamo, un po’ maliconico forse, ma benefico.