A Totanus in the Net è un blog sulla vita quotidiana, tra pannolini, browsers, politica, sogni e tutto quello che rende il nostro mondo il migliore dei mondi possibili. O forse no? Scritto principalmente da Matteo Balocco, con la partecipazione straordinaria, da San Francisco, di Dario Barbone.

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Sentirsi una parte del tutto

Ieri sera sono stato insieme alla famiglia e ad alcuni amici a Moncalvo, per ascoltare Eugenio Finardi.
Non lo ascolto spesso, ma tutte le volte che ho modo di assistere a un suo spettacolo dal vivo mi stupisco della sua capacità di entrare in sintonia con i miei sentimenti e dare voce, una voce pacata e serena ma decisa, alle mie emozioni.
Ieri sera, per esempio, ha aperto il concerto con Voglio, una canzone che recita così:

E voglio una donna che si faccia rispettare
Per le cose che sa fare
Che mi sia compagna ed amica
Con cui dividere la vita

E voglio un figlio che mi faccia ricordare
Quanto é importante giocare
Giocare non per perder tempo ma
Giocare per crescere dentro

E voglio che lui cresca in un paese di pace
dove si ascolta quel che la gente dice
Dove si sia capaci di capire
Quando é il momento di cambiare cambiare

E voglio essere come tutti gli altri e delle Cose sentirmi una parte
E voglio essere come tutti gli altri e della Vita sentirmi una parte
E voglio essere come tutti gli altri e del Futuro sentirmi una parte
E voglio essere come tutti gli altri e di Voi tutti sentirmi una parte….

Forse dirò un’enormità, ma mi ha fatto strano sentire parole come queste ieri sera, in una piazza di quest’Italia di oggi, in cui l’attenzione è tutta rivolta a sè stessi, dove la relazione con la diversità e la differenza spesso e volentieri si esplicita in negazione, rifiuto e violenza.
Alla fine in queste parole mi ci riconosco ancora e sentire dire in pubblico, almeno per me, è stato un balsamo, un po’ maliconico forse, ma benefico.

2 risposte a “Sentirsi una parte del tutto”

  1. Lina scrive:

    ciao, parole belle e dense, decisamente umane, nel senso che dovrebbero appartenere al genere umano; intenso il riferimento alla donna e all’idea del rispetto (una vera rarità) e tenero quello al gioco che aiuta a crescere. Le canzoni, la musica, a volta sanno riconciliarci con la vita.

  2. Tiziano scrive:

    …ho letto il testo delle canzone ed ho quasi pianto. Per essere un uomo ho davvero la lacrima facile ma sono parole bellissime che condivido pienamente, così come purtroppo condivido il tuo giudizio sul nostro disgraziato paese. Ho conosciuto il tuo blog attraverso mammaimperfetta e sono contento d’averlo visitato. Complimenti ancora.

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