Signore perchè hai taciuto?
Assomiglia in modo piuttosto eclatante al tragico interrogativo che si pone Cristo crocifisso (”Padre, perchè mi hai abbandonato?”), il dubbio di papa Benedetto XVI ad Auschwitz.
Ma la visita di questo papa (e non di altri, di QUESTO) trasforma la tragicità di una domanda destinata a rimanere senza risposta in una domanda retorica dal sapore farsesco.
Cosa pensava di quello che gli capitava intorno il giovane Ratzinger, arruolato nella contraerea della Wermacht, mentre uomini di chiesa, di chiesa coraggiosa e integra come Boenhoeffer pagavano col sacrificio della propria carne il rispetto dei valori cristiani.
C’è forse qualcosa di grottesco, più che di farsesco, in un papa che visita i luoghi dove i suoi fratelli sono stati massacratori, macellai di altri fratelli e pronuncia frasi di contrizione miste ad altre con cui invoca estraneità ai fatti, richiamando la responsabilità suprema del proprio dio.?
It’s not my business, ask the boss…
(Una frase usata spesso anche a Norimberga)
Era forse lecito aspettarsi davvero questo, vista l’enorme aspettativa di questa visita?
Ed è forse per questa ragione che ad Auschwitz il discorso ufficiale del papa è stato fatto in italiano e non in polacco o tedesco?
Non sono cristiano cattolico. Non riconosco su di me l’autorità del clero, a partire dal parroco per arrivare al pontefice.
So però che alcuni amici, amici che talvolta leggono questo blog, lo fanno perchè credono con sincerità e con vera fede.
A loro pongo il quesito che sento mio sulla condotta che deve avere un uomo di tale e tanta responsabilità nei confronti del suo gregge.
Spero che la risposta, se i lettori in questione vorranno rispondermi, non sia “it’s not your (my) business”.