Solo una questione di prospettiva
Tu già lo sai che l’immigrato senegalese che ti ha fatto il trasloco stamattina, sudando come un animale, e che ora consideri un potenziale pericoloso terrorista islamico (se solo ne avesse la possibilità ti farebbe saltare il culo con un petardo, lo sai), tra trent’anni sarà l’orgoglioso papà di un giovane, rispettabile e stimato medico italiano del tuo paesello (e a te non te ne fregherà più se è islamico o copto o protestante, basta che suo figlio ti curi bene)?
Moltiplica per centomila, per un milione.
Capiterà… E’ già capitato con i terroni, ricordi?
Ah, ti ricordi. Anche tu sei terrone.
Capito.
Allora perchè fai tante storie?
21/09/2006 alle ore 16:07
Ho sentito il bisogno fisico di copia/incollare (e citare) quanto hai scritto, sul mio blog. Se la cosa ti disturba fammelo sapere che tolgo.
21/09/2006 alle ore 16:28
Fai come se fossi a casa tua.
21/09/2006 alle ore 23:52
Perché quella era un’altra storia e comunque erano altri tempi. Adesso non ci sono più le mezze stagioni ecco cosa… ed è tutta colpa loro.
22/09/2006 alle ore 10:19
appena un po’ razzista, non ti ci facevo Totanus. Complimenti!
Va bene fare un post per accattare lettori, ma questo è davvero ingiurioso. Non ti fa onore.
nel tuo impeto retorico di difendere il povero senegalese che suda facendo il trasloco (ma di chi? dove? io vedo sempre gente bianca che lo fa, anche perché la gente non si fiderebbe, credo), diventi razzista contro i terroni che, guarda un po’, cmq non hanno mai inneggiato contro l’Occidente gettando bombe. Confondi le cose: Islam, terrorismo, poevero senegalese che lavora, gente del sud, emigrazione, tempi di prima, quando i terroni andavano in America e stavano in quanrantena prima di poter cercare lavoro, e tempi di adesso, quando con un magrebino che piscia in pieno giorno contro il muro della facciata di casa devo stare zitta, altrimenti non solo sono razzista, per gente come te (il che me ne frega anche poco, a questo punto), ma è pericoloso! Esperienza vera e vissuta.
Prova tu a pisciare sulla facciata di una casa in Marocco, in pieno giorno, così altro che paternità e retorica di colore e razzismo verso i terroni: te lo tagliano e non ci si pensa più, ammesso che esci da galera.
Tra parentesi, il discorso mi pare anche assurdo: non me ne frega niente di chi *forse” diventerà suo figlio che magari ancora non è nato, oppure ancora è troppo piccolo per avere sia meriti che colpe: nmi interessa molto di chi è lui o lei, ora, adesso, con me. Che persona è.
Inoltre, sempre in linea generale, pelle bianca nera o gialla: se non punisco il figlio per un padre, certo non “premio” un padre, magari terrorista o altro, non so, delinquente, per un figlio che forse, non si sa, magari un giorno diventerà un eccellente medico e mi cura mio figlio. O magari no. E comunque magari deve ancora nascere. Ma che discorso è? Ti anticipi???
Cmq avvicinare il senegalese che se avesse la possibilità mi farebbe saltare il culo con un petardo (bene che lo ammetti anche tu) e un emigrante italiano del sud di inizio secolo, o anche di adesso, è pura retorica. Trucchetti da post. Spero solo che tu non ci creda davvero.
p.s. Hai scelto il nero di default per il senegalese di cui sopra? E per il terrone che colore scegli? marrone cacca?
22/09/2006 alle ore 10:29
Enrica non ti seguo.
Credimi, proprio non ho capito una mazza di quello che hai scritto, ma credo che neanche tu abbia capito una mazza di quello che ho scritto io (certo, fatte salve le reciproche convinzioni…).
Forse è solo la famosa prospettiva.
Per il resto sei sempre la benvenuta, così come terroni e negher.
PS. Il marrone cacca va benissimo. Lo uso pure come colore del segnalino del Trivial Pursuit.
22/09/2006 alle ore 10:36
Matteo, si vede che non capisci molto della questione meridionale…
22/09/2006 alle ore 10:37
Quanto leggo nel commento sopra è gelidamente preoccupante quanto divertentemente senza semantica. La xenofobia forse è il male che più di tutti rende ridicola la gente.
22/09/2006 alle ore 10:38
PS - Mi sembra che, come spesso succede, fai polemica senza citare le fonti per non dover accettare un confronto.
22/09/2006 alle ore 14:29
Riporto un commento che ho lasciato sul blog di Jazzer e che può chiarire il mio personalissimo punto di vista.
“Il punto Rebecca è che l’insegnamento cristiano del non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, vale anche e soprattutto per chi non condivide i tuoi valori, la tua fede (e vale anche per il proprio pensiero).
Detto questo io mi riferivo unicamente al fatto che chi vediamo oggi come estraneo, domani sarà integrato. I suoi valori e la sua fede, che oggi vediamo come minaccia alla nostra integrità , domani non ci impedirà di considerare queste persone come rispettabili e stimate.
Anzi, considereremo chi lo farà come retrogrado, politicamente scorretto.
Non si tratta di loro, si tratta di noi.”
E mi sembra che i fatti lo confermino.
22/09/2006 alle ore 22:37
io che son terrone volevo solo dire che ho capito il post, ma non ho tanto capito il commento risentito.
Lo rispetto, il comento risentito, ma io non ci ho letto nessun accento razzista nei confronti dei terroni, in questo post. che se l’avessi letto avrei scritto una mail risentita al sig. totanus, per dire.
secondo me era un post intelligente e basta.
24/09/2006 alle ore 16:40
L’altra sera, su Sky educational, ho visto uno spezzone d’un film documentario rigorosamente in bianco nero tratto da un racconto di Sciascia, il quale, intervistato, dichiarava d’essersi ispirato a una vicenda vera. Un gruppo di persone chiedono di essere traghettate clandestinamente i America. Lo “scafista” di allora chiede 250.000 lire per il viaggio e il gruppo di 15/16 disgraziati, che ha dato fondo ai risparmi di una vita, si lascia stipare nella stiva come un branco di animali. Possono uscire solo di notte. Quanto tempo passa? impossibile a dirsi, Poi lo sbarco su una spiaggia americana, I malcapitati sono stremati, ma vivi. Stanno seduti sulla sabbia di un paese di cui ignorano tutto, tranne il nome che evoca speranza, futuro, possibilità di riscatto. Ad un certo punto sentono qualcuno che canta, una canzone che conoscono, in dialetto siciliano…che fortuna, così lontano da casa, proprio uno di loro dovevano incontrare!
Ma la realtà è un’altra: lo “scafista” ha semplicemente circumnavigato la Sicilia e li ha sbarcati vicino a Catania.
Un saluto a Teo e a tutti i commentatori.