The truth will always be
Non so a voi, ma a me spesso accade di associare luoghi, esperienze, episodi della mia vita a particolari suoni, odori, colori, immagini.
Sento un profumo di Cacharel e ritorno con l’anima a Cambridge, 1986, davanti a Pizza Hut. Mi passa di fronte una francesina che parla inglese ma con tutti gli accenti sbagliati (somebody lo pronuncia "sambodì" per intenderci) e che mi invita alla caffetteria del YMCA.
Ma non era questo che volevo dire…
Sto ascoltando un pezzo di Pat Metheny, ora, mentre torno a casa in treno. Si intitola "The truth will always be".
E sono con Paro, in cima a un monte sopra ad Alassio. Non ricordo l’anno. Abbiamo camminato tanto, e abbiamo faticato un po’. Io di più di sicuro. Il suo passo è più solido e montanaro.
Alla fine abbiamo raggiunto a piedi la Madonna della Guardia. Ora ci siamo seduti su un pezzo di prato e il Paro ha estratto il suo lettore cd portatile. Lo guardo con ammirata invidia. Ce ne sono ancora pochi in giro. Il Paro sfoggia sempre l’ultimo ritrovato tecnologico disponibile.
Siamo sudatissimi e c’è una leggera brezza che ci asciuga gli abiti addosso. Fa fresco. Il Paro sceglie un CD, Secret Story, e seleziona il brano. Attacca due coppie di auricolari e ci mettiamo in silenzioso ascolto.
Dal colle della Madonna della Guardia si domina la baia di Alassio e la piana di Albenga. Un aeroplano si leva in volo dal campo di aviazione di Villanova, vira verso di noi. Un Canadair. Ci passa quasi sopra. Vola verso il mare.
Sono pochi minuti di quiete. Poi l’assolo di chitarra synth. Il brano si spegne e noi ci svegliamo da un sonno ipnotico. Paro dice "bella vista eh?" e poi ritira tutto. Ci alziamo e ci prepariamo a rientrare.
Arriva il controllore. "Biglietti, prego!". Ciao Paro.
Song: The truth will always be
28/07/2005 alle ore 02:47
E’ bello sapere come tutti siamo circondati dal Paro, ognuno di noi ha un ricordo di lui, un momento di vita che, per qualche ragione personale, è speciale. Ora lo è anche di più, un piccolo regalo che ha lasciato ad ognuno di noi. W la fruttaboscata e i Verbatim!
28/07/2005 alle ore 09:50
W la fruttaboscata, qualunque cosa sia!
Incredibile, Paro è riuscito a creare dei piccoli mondi in ognuno di noi.
Non so cosa sia la fruttaboscata, ma sono certo che sia una cosa estremamente paronuzzosa!
28/07/2005 alle ore 10:00
Ti rubo la foto del Paro perchè è molto bella.
Non posso dire che mi manchi perchè non faceva parte della mia quotidianità , ma mi dispiace profondamente il fatto che non possa più creare mondi in altre persone. E’ un vero peccato!
28/07/2005 alle ore 12:36
Io e Barbara lo abbiamo pensato sabato sera dopo lo spettacolo dei MOMIX perchè c’era un suonatore di degereedoo.
28/07/2005 alle ore 15:35
Viva quella passeggiata ad Atene, tanti anni fa, con record mondiale
28/07/2005 alle ore 18:07
Il pezzo e’ vecchiotto, eppur bello. Del Pat Metheny Group mi piace soprattutto OFFRAMP e QUARTET. Li conosci?
28/07/2005 alle ore 18:11
Conosco, conosco. Ma questo trasuda emozioni. Come anche “Last Train Home”
29/07/2005 alle ore 10:54
“Last Train Home” la mettevano in Centrale a Milano la sera tardi, quando ormai la folla dei pendolari era al sicuro e la stazione era popolata di tiratardi metropolitani, poliziotti, radical chic reduci da spettacoli d’avanguardi e affamati di musica come noi. Si acchiappava il treno di mezzanotte e venti con questo pezzo in sottofondo.
14/01/2007 alle ore 01:01
[...] Annota. Una frase, un pensiero, un’immagine.Osserva. Un vecchio solo, dei bambini sognanti, una statua gioiosa.Ricorda. Un incontro, un’emozione, un amico. [...]