Top of the blogs of the fools of the sglaps in the Brand

by Matteo Balocco

Edelman ha toppato alla grande cercando di delineare a modo suo (e senza metriche adeguate) i blog più influenti in Italia.
I commenti in merito si sprecano e non sarò io ad aggiungerne altri.

Mi limito piuttosto a sottolineare, prendendo spunto da quanto scritto da Gaspar, quanto sia degna di approfondimento una frase come quella di Rubel, quando afferma che “Brands have a big opportunity to become part of the conversation“.
Cito Gaspar, come sempre molto critico:

I marchi che vogliono diventare parte della conversazione? Ho capito giusto? E se dei marchi non ce ne potesse fregare di meno, putacaso? E se fossimo invece interessati alle persone, alle idee, ai fatti?Chi vuole conversare con un marchio, per favore alzi la mano.

Intendiamoci però. I marchi possono conversare. Il punto è capire perchè essi siano, ora e non prima, interessati a farlo.
Un’idea ce l’abbiamo in molti, credo.
Allora io dico.
Piuttosto che negare a priori la possibilità di aprire un canale, decidiamo noi, consumatori di marchi (e in particolare noi consumatori di marchi blogger, con le implicazioni del caso), le regole del gioco, il green fee.

Il Brand (quello con la B maiuscola) esiste davvero, multiforme, tentacolare e fa già parte delle nostre relazioni sociali. In molti casi le influenza.
In alcune sue forme odiamo il Brand perchè ci controlla, ci domina. In altre lo adoriamo perchè è l’oggetto dei nostri desideri.
Che sia il momento di una piccola rivincita?