Un anno, sei mesi
E’ passato un anno dallo tsunami, sono passati sei mesi da quando, insieme al papà di Enrico, un gruppo di amici ha costituito 12Dicembre, l’onlus di volontariato solidale.
Il 2005 è stato un anno doloroso, perchè abbiamo tutti preso coscienza, lentamente, di un vuoto creatosi all’improvviso. 12Dicembre è stato forse un modo per riempire questa voragine, fatta di sentimenti ed emozioni, di rimpianti, di cose non dette o non fatte e che ora è troppo tardi dire o fare.
12Dicembre forse è un “cucchiaino” con cui raccogliere un po’ di terra da posare delicatamente sul giaciglio di Paro e Ilaria. Per chiudere almeno nella nostra mente un capitolo e contemporaneamente aprirne un altro, inatteso.
Io non ho mai pensato di avere la forza e la volontà di iniziare un percorso di questo tipo. Paro e Ilaria mi hanno accompagnato fino alla soglia e grazie a loro ho trovato il coraggio di fare il passo avanti, insieme a Carolina e a tanti nuovi e vecchi amici. In sei mesi di vita un neonato impara a osservare, a riconoscere papà e mamma, ma poco altro. 12Dicembre ha fatto molto di più, sta cominciando a camminare, piano, ma cammina. Ha cominciato a parlare, a fare.
Deve ringraziare molte persone, che l’hanno aiutata, l’hanno sorretta in questi primi momenti. Ma deve anche ringraziare se stessa, i suoi soci, più forti del dolore e delle difficoltà e delle incomprensioni che si sono messe di traverso.
Il 2005 è stato doloroso ma è stato, almeno per me, il seme di una vita nuova. Un altro debito nei confronti di Enrico e Ilaria.
30/12/2005 alle ore 01:58
Succede che si vive, e la normalità sembra banalità . Poi arrivano una perdita, un dolore, una malattia, un’assenza incolmabile, e si comprende che nulla era banale, che era pienezza ciò che si viveva. Trasformare un lutto in volontà di costruire e di vivere: è il progetto che Enrico e la sua sposa hanno lasciato in chi li ha conosciuti, apprezzati ed amati. Se penso ad Enrico, l’immagine che mi balza agli occhi è quella di un lume acceso.
Il lume per Enrico.