Un Civati determinato a RaiNews24

by Matteo Balocco

Oggi a RaiNews24, ospite di Corradino Mineo, ho visto un determinato Giuseppe Civati tenere testa a Penati (coordinatore della mozione Bersani).
Civati ha parlato in forma chiara. Sta certamente tastando il terreno per capire se c’è ciccia sufficiente per proporsi come candidatura credibile e alternativa al bitonale armonico Bersani/Franceschini. Lui è cauto ma le “grandi manovre” sembrano abbastanza evidenti.

Unico neo, a mio parere, il passaggio in cui rispondendo a una domanda velenosa di Mineo su cosa avesse fatto il centro-sinistra negli ultimi 15 anni, ha voluto ribadire che nel ‘94 lui politicamente non esisteva mentre Bersani e Franceschini e Co. erano già ben posizionati. Ha sicuramente ragione, lui non ha le responsabilità dei suoi colleghi anziani, ma si tratta di qualcosa di implicito e forse era fuori luogo dire “io non c’entro!”.
Certo, è una inezia e per il futuro saprà trovare risposte più convincenti.

In questo momento comunque le sue quotazioni di credibilità rispetto al cavallo azzoppato Serracchiani salgono inesorabilmente. E meno male, perchè a differenza della ondivaga friulana, Civati ha deciso di prendere alcune posizioni un po’ scomode e di giocare su queste, probabilmente, parte di questa esplorazione pre-candidatura.
Insomma, forse esiste davvero una “piattaforma” alternativa per il PD?
Presto per dirlo ma qualcosa si muove.

Una cosa in particolare mi ha colpito: il suo riferimento esplicito al numero di tessere del PD presenti in Campania (e quindi del potere di Bassolino, manovratore molto discusso in seno al partito). Si tratta credo di un tabù del PD di cui nessuno vuole mai parlare. Penati ha risposto, forse un po’ irritato, sul fatto che questa campagna pre-congressuale non si deve giocare sulle accuse ma sui programmi.
Bene però ha fatto Civati a porre il problema delle lobby territoriali e delle tessere facili.