W la frica
by Matteo Balocco
“L’oasi acquatica del delta dell’Okavango e la distesa arida del deserto
del Kalahari sono declinate al ritmo ancestrale e ancora (ma per
quanto?) incontrastato di questo paradiso assediato. Con le modelle
immerse nella natura, messe sotto scacco dalla polvere, dal vento, dal
sole. Bellezze feline, dalle infinite gambe di gazzella e occhi di
pantera, accostate a temibili zanne d’elefante. Gli incontenibili
mammiferi come simbolo di un’Africa privata dei suoi spazi dall’unica
razza animale che sa essere innaturale: l’uomo.
…
Donne generatrici dunque, dai seni conturbanti e dai capelli lunghissimi e scarmigliati, la pelle ambrata e la grazia che rinuncia ad essere statica in virtù della forza che qui si fa inevitabilmente primordiale. Medee contemporanee in una terra sempre più straniera e straniante. E ancora donne come inizio di una umanità che trova nell’Africa la culla naturale e ideale. Femmine come testimoni e uniche custodi di un’umanità che da selvaggia si è fatta aliena, insulsa, e che ha nel maschio il suo interprete da tenere inevitabilmente ai margini.” (…)
e pensare che:
“Dato il momento di recessione mondiale – ha proseguito il presidente
di Pirelli – avevo pensato di cancellare questa cerimonia di
presentazione. Il momento è difficile, tanta gente soffre e nessuno sa
quanto durerà: mi sembrava la scelta giusta. Ma questo calendario è
troppo bello. E il suo messaggio può aiutarci a vivere questo momento
difficile in senso positivo”. (…)
Altri pareri di altre persone
E’fuori di testa…